La leggenda della campana ennese e il mistero del convento mai raccontato

Nel cuore di Enna, la chiesa di San Francesco d’Assisi nasconde leggende, affreschi e misteri che sopravvivono da otto secoli.

28 novembre 2025 18:00
La leggenda della campana ennese e il mistero del convento mai raccontato - Foto: Leandro Neumann Ciuffo/Wikipedia
Foto: Leandro Neumann Ciuffo/Wikipedia
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Nel centro antico di Enna, tra vicoli che sanno di Medioevo e vento che profuma d’altopiano, sorge un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. La chiesa di San Francesco d’Assisi, edificata accanto all’antico convento dei Frati Minori Conventuali, non è solo un monumento religioso: è una testimonianza viva di fede, potere e rinascita, capace di raccontare otto secoli di storia in un solo sguardo.

La forza di una fede che sfidò i secoli

Fondata nel XIII secolo, la chiesa è una delle più antiche di Enna. Nata come luogo di preghiera dei frati francescani, ha visto passare papi, re e rivoluzioni, resistendo a guerre e terremoti. Le sue linee gotiche e sobrie, tipiche dell’architettura mendicante, si intrecciano con gli interventi barocchi successivi, creando un equilibrio di stili che incanta chiunque vi entri.
All’interno, le volte in pietra e gli altari marmorei raccontano la devozione di intere generazioni. Tra i capolavori custoditi spiccano un crocefisso ligneo del Quattrocento e le tele seicentesche di scuola siciliana che rappresentano episodi della vita di San Francesco.

La leggenda della campana e il mistero del convento

Si dice che in una notte lontana, durante un assedio, la campana della chiesa suonò da sola, avvertendo la popolazione di un imminente pericolo. Da allora, quella campana è considerata simbolo di protezione per gli ennesi e viene suonata solo in occasioni speciali.
Accanto alla chiesa si trova il convento dei frati minori, oggi sede della Prefettura: un edificio imponente che custodisce ambienti antichi, chiostri silenziosi e passaggi sotterranei di cui poco si parla. Alcuni sostengono che conducessero un tempo verso altri luoghi sacri della città, come il Duomo o la Rocca di Cerere, alimentando il fascino di un legame invisibile tra la spiritualità cristiana e i culti pagani dell’antichità.

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