Il mistero nascosto di Punta Braccetto: la costa di Ragusa che cela un segreto antico scavato nella roccia

Punta Braccetto, tra Ragusa e Santa Croce Camerina: spiagge dorate e canalotti segreti scavati nella roccia da popoli antichi.

25 gennaio 2026 15:00
Il mistero nascosto di Punta Braccetto: la costa di Ragusa che cela un segreto antico scavato nella roccia - Foto: Carlo Columba/Wikipedia
Foto: Carlo Columba/Wikipedia
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Dove la costa di Ragusa ha custodito per millenni ciò che il mare non ha mai rivelato

A sud di Ragusa, lungo una linea costiera fatta di dune morbide e scogliere che sembrano incise da una mano attenta, si estende Punta Braccetto, una località che oggi appare come un tranquillo rifugio balneare ma che un tempo era un punto nevralgico tra mare, approdi e antichi insediamenti. Le sue spiagge, note per la loro sabbia chiara e soffice, attirano ogni estate migliaia di visitatori, ma ciò che rende davvero unico questo lembo di Sicilia è la quantità di storia condensata in un fazzoletto di costa.
Qui non ci si trova davanti a un semplice paesaggio marino: a Punta Braccetto il terreno stesso racconta, tra silenzio e salsedine, un passato fatto di villaggi protostorici, rotte nautiche, incursioni, torri di avvistamento e opere scolpite direttamente nella roccia. La presenza di un antico insediamento dell’Età del Bronzo mostra quanto la zona fosse già allora un punto strategico per comunità che vivevano di pesca, scambi e contatti con altre culture mediterranee. Le tracce di queste capanne circolari, costruite con pietrame locale, emergono ancora oggi in un paesaggio che pare immobile, ma che in realtà contiene una storia in continuo movimento.

Una costa sorvegliata da una torre, percorsa da naviganti e protetta da canalotti scolpiti a mano

Il tratto di mare che bagna Punta Braccetto è parte integrante della sua identità. Qui sorgono spiagge come quella di Vigliena e quella di Euridice, affiancate dalla macchia mediterranea e dalle dune che preannunciano la vicina Riserva di Randello. Ma è nella parte occidentale del litorale che si trova uno degli elementi più emblematici della zona: il Braccio della Colombara, una scogliera che nasconde un passato insospettabile.
Su questa punta rocciosa, infatti, si ergono i resti di Torre Vigliena, costruita tra il XVI e il XVII secolo per difendere la costa dalle incursioni piratesche che spesso colpivano le terre ragusane. La torre, oggi ridotta alla sua base, conserva ancora la cisterna e alcune strutture interne che raccontano la vita dei presidi che scrutavano il mare in cerca di segnali di pericolo. Ma accanto alla storia più recente, si cela un dettaglio ancora più sorprendente: due canaloni paralleli scavati interamente nella roccia, lunghi rispettivamente circa trenta e ventotto metri.
Questi corridoi, chiamati Canalotti, non sono frutto di erosione naturale, ma vere opere di ingegneria protostorica. Presentano all’interno persino basi e incavi scolpiti che dovevano servire da bitte per fissare le imbarcazioni. È una testimonianza concreta che questa parte di Ragusa, molto prima delle torri d’avvistamento, era già un approdo funzionale e organizzato. In un tratto di costa così esposto e apparentemente semplice, si nascondono invece segnali di un uso marittimo antico, legato probabilmente al trasporto di merci o alla manutenzione dei natanti.

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