Il paese segreto di Messina: Antillo e l’enigma delle sue origini montane che nessuno aveva mai raccontato

Antillo, borgo montano della provincia di Messina, custodisce origini antiche, riti pastorali e un passato sorprendente tra Peloritani e torrenti.

23 gennaio 2026 15:00
Il paese segreto di Messina: Antillo e l’enigma delle sue origini montane che nessuno aveva mai raccontato - Foto: Hwman/Wikipedia
Foto: Hwman/Wikipedia
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Il borgo che sfidò le montagne e divenne un rifugio inatteso

Tra le alture più aspre dei Monti Peloritani, dove i torrenti incidono la roccia e il silenzio domina le valli, sorge Antillo, uno dei paesi più appartati dell’entroterra di Messina. La sua nascita non è frutto del caso: generazioni di comunità rurali scelsero queste montagne come rifugio naturale, lontano dalle coste più vulnerabili e dai passaggi obbligati dei viandanti. La valle attraversata dal torrente Antillo offriva risorse, protezione e un terreno fertile sufficiente per creare un piccolo insediamento stabile.
Ancora oggi l’abitato si arrampica sulle pieghe delle montagne seguendo forme irregolari, come se ogni casa fosse stata posata lì dove la roccia la permetteva. L’antica dipendenza amministrativa da Casalvecchio Siculo, di cui Antillo fu frazione per secoli, racconta molto della sua storia: un paese nato ai margini ma che, con il tempo, ha conquistato la propria autonomia trasformandosi nel punto di riferimento delle contrade circostanti. L’identità del borgo, dunque, non è solo geografica: è un lungo processo di emancipazione civile e territoriale che ha modellato generazioni di abitanti.

Tradizioni, paesaggi e un carattere forgiato dalla montagna

Antillo è un luogo in cui la montagna non è semplice scenario, ma parte viva della quotidianità. Le sue tradizioni affondano nelle radici della pastorizia, delle stagioni agricole e di un tempo in cui il ritmo della vita era scandito dal passaggio degli animali e dalla cura dei campi. Gli edifici religiosi, ricostruiti e ampliati nei secoli, rappresentano punti di incontro fondamentali per una comunità abituata a vivere in piccoli nuclei sparsi.
La posizione del borgo, immersa in un’area storicamente attraversata da Bizantini, Normanni e altre popolazioni, ha lasciato tracce non monumentali ma diffuse: abitudini linguistiche, rituali locali, modi di organizzare le feste. Passeggiando per i vicoli stretti si percepisce l’armonia di un paese che non ha mai voluto trasformarsi troppo. Le case in pietra, le stradine che seguono il profilo del monte e il paesaggio aperto sui Peloritani creano un senso di continuità rara, quasi un frammento di Sicilia rimasto intatto.

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