Il prodigio nascosto di Trapani: la Basilica di Maria Santissima Annunziata e l’immagine che cambiò per sempre la città

A Trapani la Basilica dell’Annunziata custodisce un’icona miracolosa e una storia che ha segnato la città per secoli.

26 gennaio 2026 15:00
Il prodigio nascosto di Trapani: la Basilica di Maria Santissima Annunziata e l’immagine che cambiò per sempre la città - Foto: Berthold Werner/Wikipedia
Foto: Berthold Werner/Wikipedia
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Un santuario che ha guidato Trapani nei secoli

Nel cuore di Trapani, lontano dal frastuono del porto ma profondamente legato alla vita cittadina, sorge la Basilica-santuario di Maria Santissima Annunziata, un luogo che non ha solo segnato la devozione popolare, ma ha inciso in modo decisivo sulla storia e sull’identità del territorio. La chiesa attuale, ricostruita nel XIV secolo dai Padri Carmelitani e poi rimaneggiata più volte, è l’erede di un’originaria cappella dedicata alla Madonna. Un luogo semplice, nato nella periferia medievale della città, che nel tempo si trasformò in un santuario capace di attirare folli di pellegrini provenienti da ogni angolo della Sicilia occidentale.
A conferire un peso speciale a questo edificio è la presenza dell’icona della Madonna di Trapani, custodita al suo interno e divenuta uno dei simboli più amati del capoluogo. La tradizione vuole che la scultura, attribuita allo scultore pisano Nino Pisano, sia giunta a Trapani nel Trecento portata dai Carmelitani. Al di là delle leggende che la circondano, il dato storico certo è che l’immagine divenne presto il fulcro della spiritualità locale, al punto da trasformare la chiesa in un santuario di riferimento non solo religioso, ma sociale e identitario.

Arte, potere e una devozione che univa il popolo

La Basilica dell’Annunziata deve il suo aspetto attuale a una serie di interventi che, nei secoli, hanno arricchito l’impianto originale con stili e linguaggi artistici differenti. L’imponente facciata neogotica, opera ottocentesca di Giovanni Battista Filippo Basile, è uno degli elementi più riconoscibili: un’architettura che cattura lo sguardo già dall’ingresso e che anticipa la ricchezza degli interni. Le cappelle laterali, i marmi policromi, gli altari scolpiti e la luminosità che attraversa l’aula centrale offrono una sintesi della storia artistica trapanese, dove l’influenza araba, normanna ed europea si mescola in un equilibrio preciso.
Il vero cuore del santuario resta però la cappella dove è custodita la statua della Madonna di Trapani. Qui la devozione raggiunge il suo vertice: nei secoli la città la invocò durante epidemie, incendi, carestie e terremoti, e numerosi documenti attestano che i trapanesi attribuirono alla Vergine molte intercessioni considerate miracolose. Un dato storico rilevante riguarda il grandissimo afflusso di pellegrini, testimoniato già nel Cinquecento: la chiesa divenne un punto nodale per l’economia, l’organizzazione urbana e persino per il potere politico locale, tanto che il santuario si affermò come simbolo ufficiale della città in diversi atti pubblici.

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