I sapori proibiti e i cortei di fuoco: Modica tra cioccolato e San Giorgio
Modica custodisce cioccolato IGP spagnolo, scalinata barocca di San Giorgio, gnucchitti rausani e martiriu con giochi pirotecnici. Storie di devozione e gusto nella "città delle cento chiese".
La scalinata che sale al cielo
Arrivati a Modica, dopo aver parcheggiato tra i vicoli stretti della città bassa, alzate lo sguardo: la scalinata di San Giorgio vi chiama, 250 gradini fiancheggiati da statue barocche che narrano la vita del santo drago-sconfiggitore. È il cuore pulsante della città alta, un'ascesa che non è solo fisica ma un viaggio nella devozione iblea, culminante nel Duomo di San Giorgio – capolavoro UNESCO del XVIII secolo con cupola affrescata e pavimento maiolicato che sembra danzare. Qui, ogni ultima domenica di maggio, il simulacro del patrono "scende" in processione, ballato dai portatori sulle spalle tra urla di "Tutti Truonu!" che riecheggiano come tuoni, un rito che mescola fatica umana a miracolo popolare. Non è teatro: è il modo in cui Modica tiene vivo il suo santo, con fuochi d'artificio che illuminano la notte e un'energia che ti prende lo stomaco prima ancora della tavola.ecomuseocarat
Cioccolato che scioglie come lava
Ma Modica non è solo pietra e preghiere – è cioccolato, quel blocco grezzo IGP ereditato dagli spagnoli del XVI secolo, lavorato a freddo su tavole di marmo con cannella, peperoncino o arance. Entrate in una bottega come la Antica Dolceria Bonajuto, annusate l'aria tostata: non è dolce sciropposo, ma terroso, amaro, che si frantuma in bocca lasciando sapori proibiti. Questo rito azteco-azteco adattato al clima ibleo riempie le feste, dai martirii pirotecnici al Natale con pupi di zucchero, un ponte tra Nuovo Mondo e barocco siciliano che ti fa capire perché Modica sia "città delle cento chiese" – devozione e golosità vanno a braccetto.turytrip
Gnucchitti e il brodo dei contadini
Poi c'è la tavola, che racconta più di mille guide: i gnucchitti rausani per San Giovanni, pasta fresca incisa con pettine e fusi, lessata in brodo di pollo con uova e ricotta, piatto dei falegnami devoti che oggi si mangia in famiglia o nelle sagre. È roba semplice, di grano duro e uova fresche, ma con quel sapore di casa che lega Modica ai campi di carrubi circostanti, dove il caciocavallo appeso stagiona nei pagghiarizzi. Durante la festa, le strade si riempiono di tavole imbandite, un invito aperto che mescola turisti e locals in un abbraccio collettivo.ecomuseocarat
Martiriu e confraternite incappucciate
La Settimana Santa aggiunge dramma: confraternite in abiti settecenteschi portano statue del Cristo alla colonna o dell'Incontro con la Madre, precedute da giochi pirotecnici e bande che suonano marce funebri. Il "martiriu", rievocato sporadicamente, riporta alla Passione con figuranti flagellati – un'eco barocca UNESCO che fa rabbrividire e affascina. Da qui, la provincia si espande: Comiso con castello Naselli, Sampieri con fornace Penna testimone di archeologia industriale.turytrip
Un borgo che balla tra sacro e profano
Modica è questo: un ballo tra scalinate ripide e cioccolato fondente, processioni urlate e brodi caldi, dove ogni morso e ogni passo ti legano a un popolo che ha trasformato devozione in festa eterna.ecomuseocarat