Mafia a Catania, maxi sequestro da 10,8 milioni: colpito il patrimonio di “U Ciuraru”, coinvolto l’imprenditore Papa

La Guardia di Finanza esegue un sequestro patrimoniale tra Catania e Arezzo nell'operazione 'Oleandro', indagati Salemi e l'imprenditore Papa.

A cura di Redazione
11 marzo 2026 07:28
Mafia a Catania, maxi sequestro da 10,8 milioni: colpito il patrimonio di “U Ciuraru”, coinvolto l’imprenditore Papa -
Condividi

Catania. I finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito il sequestro di beni per oltre 10,8 milioni di euro riconducibili a presunti esponenti del clan Santapaola-Ercolano. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, è stato eseguito nelle province di Catania e Arezzo e riguarda, tra gli altri, Carmelo Salemi, detto "U Ciuraru", e l'imprenditore edile Giovanni Fabrizio Papa. Secondo gli investigatori l'operazione mira a colpire le risorse economiche utilizzate per consolidare il controllo mafioso sul territorio.

Dettagli dell'operazione "Oleandro"

Le misure patrimoniali si inseriscono nell'ambito dell'operazione "Oleandro", avviata nel 2024 e condotta dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale di Catania. Nel corso dell'inchiesta sono già state eseguite ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei principali indagati.

Gli investigatori contestano a Salemi, classe 1969 e noto come "il fioraio", il ruolo di vertice del cosiddetto "gruppo di Picanello", con responsabilità nell'organizzazione delle attività illecite, nella gestione di controversie interne e nei rapporti con altre articolazioni mafiose. A suo carico sono contestati, tra gli altri, i reati di associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso e traffico e spaccio di stupefacenti. Si ricorda la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Il ruolo dell'imprenditore e il presunto riciclaggio

Le indagini evidenziano il presunto coinvolgimento di Giovanni Fabrizio Papa, ritenuto dagli inquirenti elemento che avrebbe messo a disposizione le proprie società per il riciclaggio dei proventi illeciti. Secondo gli atti il denaro sarebbe stato reimpiegato prevalentemente nel settore edilizio, tramite imprese riconducibili allo stesso imprenditore, con l'obiettivo di occultarne l'origine illecita e reintrodurlo nell'economia legale. Gli accertamenti avrebbero inoltre ricostruito la conoscenza delle dinamiche interne del sodalizio e l'impiego di giovani affiliati nella gestione delle piazze di spaccio.

Obiettivi investigativi e prossimi passi

Il sequestro rientra nella strategia della Procura e della Guardia di Finanza volta ad aggressione dei patrimoni mafiosi, privata dei capitali che permettono l'infiltrazione economica e il controllo sociale. Le attività investigative proseguono per ricostruire l'intero sistema economico e imprenditoriale collegato al sodalizio e individuare eventuali ulteriori patrimoni illeciti da sottoporre a misure di prevenzione o confisca.

Gli inquirenti sottolineano che le misure patrimoniali sono disposte nell'ambito di un procedimento preventivo finalizzato a contrastare la capacità finanziaria delle organizzazioni criminali; ogni responsabilità penale sarà valutata nei gradi di giudizio, nel rispetto della presunzione di innocenza e delle garanzie processuali.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia