Nebrodi 2: la Procura chiede 49 condanne e quasi 500 anni di carcere per la 'mafia dei pascoli'
Udienza a Patti: 59 imputati, accuse gravi tra cui associazione mafiosa e truffa all'UE; la sentenza è attesa a luglio.
La Direzione Distrettuale Antimafia ha chiesto 49 condanne per un totale di quasi 500 anni di carcere nel maxiprocesso denominato "Nebrodi 2", nato dall'operazione antimafia del febbraio 2024. L'udienza si è svolta ieri nel tribunale di Patti e riguarda complessivamente 59 imputati implicati in un vasto presunto sistema criminale.
I pubblici ministeri Francesco Massara e Marco Accolla hanno depositato una memoria di centinaia di pagine in cui illustrano le richieste di pena. Dopo le repliche delle parti civili e le arringhe dei difensori, la sentenza è fissata per luglio.
Le accuse contestate agli imputati comprendono: associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dell'Unione Europea, traffico di stupefacenti, riciclaggio, estorsioni e malversazione delle erogazioni pubbliche. Gli inquirenti descrivono un'organizzazione che avrebbe manovrato risorse pubbliche e pascoli nella zona dei Nebrodi con modalità illecite.
Richieste di pena
La Procura ha chiesto pene variabili, da pochi anni fino a richieste massime di oltre due decenni. Tra le richieste più rilevanti figurano: fino a 25 anni per alcuni imputati (tra cui Sebastiano Bontempo Scavo), 23 anni per Salvatore Bontempo Scavo, 22 anni per Carmelo Bontempo Scavo, e 20 anni per Alfio Cammareri e Carmelo Galati Massaro. Altri imputati hanno ricevuto richieste comprese tra 3 e 18 anni, a seconda del ruolo contestato nel presunto sodalizio.
Di seguito alcuni esempi delle richieste illustrate dall'accusa (elenco non esaustivo):
25 anni per Sebastiano Bontempo Scavo;
24 anni e 23 anni richiesti per altri indagati dello stesso gruppo familiare;
22 anni per Carmelo Bontempo Scavo;
20 anni per Alfio Cammareri e Carmelo Galati Massaro;
18 anni per Paolo Cancelliere, Signorino Conti Taguali e Vincenzo Galati Giordano ("Lupin");
richieste intermedie tra 14 e 16 anni per altri imputati;
richieste minori, tra 3 e 7 anni, per una pluralità di coimputati coinvolti in reati minori o posizioni di minore responsabilità.
La Procura ha motivato le richieste con l'insieme delle attività investigative che, secondo l'accusa, dimostrerebbero l'esistenza di un sistema criminale strutturato e reiterato nel tempo.
Il collegio della difesa è nutrito: il processo vede la rappresentanza di oltre venti avvocati, tra cui Nino Cacia, Antonino Campisi, Alessandro Pruiti Ciarello, Eleonora Caruso e numerosi altri legali che hanno annunciato le proprie arringhe nelle prossime udienze.
L'udienza odierna ha segnato il passaggio delle richieste di pena formali: le prossime tappe prevedono gli interventi delle parti civili, le arringhe dei difensori e quindi la decisione del collegio giudicante, con la sentenza attesa a luglio.