Palermo, bottiglie di benzina e la scritta '5.000 euro' davanti al bar Chéri allo Zen: indagano i carabinieri

Bottigliette con benzina e la minaccia economica lasciate all'ingresso del bar Chéri: l'ennesima intimidazione in zona.

A cura di Redazione
17 giugno 2026 12:46
Palermo, bottiglie di benzina e la scritta '5.000 euro' davanti al bar Chéri allo Zen: indagano i carabinieri -
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Bottigliette di benzina e la scritta '5.000 euro' sono state trovate stanotte all'ingresso del bar Chéri, situato allo Zen in via Ignazio Mormino, di fronte al Velodromo. I titolari hanno allertato immediatamente i carabinieri, che hanno avviato le indagini sul luogo.

I proprietari, raggiunti dalle forze dell'ordine, hanno dichiarato: 'Siamo dispiaciuti', precisando di avere raccontato tutto ai militari e di non voler aggiungere altri commenti al momento. Sul posto gli investigatori hanno repertato gli elementi rinvenuti e acquisito le immagini di eventuali telecamere di sorveglianza nelle vicinanze.

Nonostante gli 8 fermi effettuati giovedì scorso, le intimidazioni non si sono fermate: la pattuglia di episodi riguarda principalmente le zone di San Lorenzo e Tommaso Natale, aree già al centro di recenti operazioni contro reati predatori e intimidatori.

Quello registrato allo Zen è l'ultimo di una serie di episodi che, oltre a San Lorenzo e Tommaso Natale, hanno interessato anche lo Zen, Isola delle Femmine, Capaci e Carini. Le autorità locali stanno valutando eventuali collegamenti tra i diversi fatti e la possibile responsabilità di organizzazioni dedite al racket.

Contesto e precedenti

Nei giorni scorsi un deposito della Sicily by Car è stato colpito da un incendio doloso che ha distrutto 11 mezzi; l'attacco è stato ricondotto dagli inquirenti a un episodio di matrice intimidatoria. Si tratta, secondo le ricostruzioni ufficiali, del terzo attentato in tre mesi contro l'imprenditore Tommaso Dragotto, al quale è stata disposta una scorta.

Le forze dell'ordine stanno ora esaminando possibili nessi tra l'atto avvenuto allo Zen e gli altri attentati nella provincia. Gli investigatori mantengono al momento riserbo sulle ipotesi di reato e sugli sviluppi dell'inchiesta, ma l'attenzione è alta sui moventi estorsivi e sulle piste riconducibili al racket.

L'episodio riaccende le preoccupazioni della comunità commerciale locale: esercenti e residenti segnalano un aumento delle misure di sicurezza private e una crescente apprensione per la propria incolumità e per la continuità dell'attività economica nel territorio.

Le indagini dei carabinieri proseguono con l'acquisizione di ulteriori elementi e l'audizione di testimoni. Al momento non sono stati resi noti arresti o provvedimenti collegati al ritrovamento davanti al bar Chéri; gli accertamenti sul materiale repertato e sulle tracce presenti sul posto sono tuttora in corso.

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