Appalti a Agrigento: tre misure cautelari per presunta turbativa d'asta sulla strada 'Mosella'

La Squadra Mobile esegue arresti domiciliari e sospensione per il direttore dei lavori nell'inchiesta su appalti truccati.

A cura di Redazione Redazione
18 luglio 2026 11:32
Notizia verificata · Fonte: questure.poliziadistato.it · Vedi fonti
Appalti a Agrigento: tre misure cautelari per presunta turbativa d'asta sulla strada 'Mosella' -
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Agrigento, 18 luglio 2026. La Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica di Agrigento, ha eseguito nella mattinata odierna un'ordinanza del G.I.P. che dispone tre misure cautelari nell'ambito di un'indagine su presunte irregolarità nella gara per i lavori di manutenzione straordinaria della strada di collegamento 'Mosella'. Due imprenditori sono stati posti agli arresti domiciliari e un ingegnere, già direttore dei lavori, è stato sottoposto a sospensione dall'esercizio delle funzioni pubbliche relative alla direzione dei lavori in qualsiasi procedura di appalto.

Dettagli dell'indagine

L'azione odierna segue gli interrogatori preventivi svolti il 13 e 14 luglio 2026 e si fonda su gravi indizi di colpevolezza per i reati di trasferimento fraudolento di valori, turbativa d'asta, tentata induzione indebita a dare o promettere utilità e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Secondo l'ipotesi accusatoria, i due imprenditori avrebbero costituito una società formalmente intestata a terzi ma di fatto da loro gestita, con lo scopo di eludere vincoli normativi, incluse le disposizioni a tutela dell'ordine pubblico economico e la normativa antimafia.

L'indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento, ha ricostruito anche una presunta condotta finalizzata a compromettere la libera concorrenza: la gara sarebbe stata alterata mediante una preventiva collusione e la presentazione di offerte da parte di società riconducibili agli indagati, con l'obiettivo di influenzare il regolare esito della procedura di affidamento.

Fase esecutiva dell'appalto: ritardi e pressioni

Gli accertamenti investigativi hanno inoltre documentato comportamenti contestati nell'ambito dell'esecuzione dei lavori. Il dirigente incaricato della direzione dei lavori, sfruttando le prerogative del ruolo, avrebbe ritardato l'adozione di atti e l'avvio di alcune lavorazioni, inducendo così gli imprenditori a conferire un incarico di consulenza contabile a un soggetto legato da vincoli di parentela al professionista. Il compenso pattuito sarebbe stato parametrato agli importi contabilizzati, circostanza che gli investigatori valutano quale tentativo di indebita induzione.

Il provvedimento del G.I.P. sottolinea che le misure cautelari sono adottate sulla base del quadro indiziario emerso, ma che le responsabilità penali saranno accertate in sede di giudizio. Le persone coinvolte restano indagate e, come da prassi, hanno diritto a confrontarsi nelle sedi processuali competenti.

Le autorità giudiziarie e di polizia hanno fatto sapere che le attività investigative proseguiranno per chiarire compiutamente ruoli e responsabilità e per eventuali sviluppi sul versante amministrativo e penale. L'episodio riapre il dibattito sull'integrità delle procedure di appalto e sul controllo delle misure di prevenzione antimafia nelle aggiudicazioni di lavori pubblici.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 18 luglio 2026

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