Appello: confermati 20 anni al boss Salvatore Genova, pene ridotte per altri imputati

La Corte d'appello di Palermo conferma 20 anni per Genova; altri cinque imputati vedono pene ridotte o estinte.

A cura di Redazione
17 luglio 2026 06:21
Appello: confermati 20 anni al boss Salvatore Genova, pene ridotte per altri imputati -
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La seconda sezione della Corte d'appello di Palermo ha confermato la condanna a 20 anni per Salvatore Genova, ritenuto il boss della famiglia mafiosa di Resuttana. La decisione è arrivata nell'ambito di un troncone di appello che ha riguardato sei imputati e ha visto invece parziali o totali modifiche per gli altri coinvolti.

Il collegio presieduto da Fernando Sestito ha ridotto le pene per alcuni degli imputati: Michelangelo Messina passa a 8 anni e 8 mesi (da 9 anni e 4 mesi in primo grado), Benedetto Alerio e Giovanni Quartararo sono stati condannati a 6 anni e 8 mesi ciascuno (da otto e da otto anni e otto mesi rispettivamente), mentre Antonino Fontana ha visto la pena ridotta a 4 anni, 10 mesi e 20 giorni (da 5 anni e 4 mesi).

In un caso la pena è stata dichiarata estinta: si tratta di Agostino Affatigato, che in primo grado aveva subito 4 anni e 5 mesi. I giudici d'appello hanno accolto la tesi difensiva dell'avvocato Carmelo Franco, ritenendo la totale insussistenza di indizi a suo carico e ordinandone la scarcerazione.

Dettagli e motivazioni

Secondo quanto ricostruito in aula, una lacuna processuale determinante è stata l'assenza della trascrizione di un'intercettazione relativa a un episodio di estorsione: nella registrazione la presunta persona offesa avrebbe scagionato l'imputato. Il gup di primo grado, Marco Gaeta, non aveva creduto alla versione della vittima, ma i giudici d'appello hanno ritenuto che, in mancanza della trascrizione, non sussistessero prove sufficienti per mantenere la condanna.

La sentenza di conferma per Genova sottolinea invece la persistenza degli elementi indiziari a suo carico. La decisione fa seguito alla pronuncia del gup del 4 novembre 2024, che aveva inflitto pene severe a più membri della presunta famiglia mafiosa di Resuttana.

Il capo dell'inchiesta riguarda anche i rapporti tra la famiglia di Genova e la società Gm Edil, nonché con l'Immobiliare Italo Belga, società che a Palermo gestisce la spiaggia di Mondello: un elemento che, secondo gli inquirenti, avrebbe intrecciato interessi imprenditoriali e attività mafiose sul territorio.

Tra gli imputati coinvolti nel troncone d'appello figurano anche persone con attività commerciali: Giovanni Quartararo è un commerciante di scarpe, mentre Benedetto Alerio risulta titolare di una polleria. I giudici hanno quindi operato una valutazione distinta per ciascun profilo probatorio, riducendo o annullando le pene quando non ritenute sufficientemente supportate da elementi di prova.

La fase di appello, per questo troncone, si è svolta con più concessioni rispetto al primo grado, ma la conferma della detenzione per Genova mantiene intatto il profilo di rilevanza criminale del procedimento. Non sono stati comunicati nell'immediato ulteriori sviluppi processuali né indicazioni su eventuali richieste di rinvio a nuovo giudizio o ricorsi in Cassazione da parte delle difese.

I protagonisti della vicenda — giudici, imputati e difensori — dovranno ora attendere l'eventuale evoluzione del percorso giudiziario, mentre la decisione d'appello evidenzia il ruolo decisivo di aspetti formali come la trascrizione delle intercettazioni nella ricostruzione dei fatti e nella tenuta delle imputazioni.

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