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Blitz a Bagheria: Guardia di Finanza e Adm interrompono torneo di poker Texas hold 'em non autorizzato
Blitz a Bagheria: Guardia di Finanza e Adm interrompono torneo di poker Texas hold 'em non autorizzato
Irruzione nella sede della Pkp Room: 43 persone identificate, sequestrati tavoli, fiches, pc e Pos. Indagini su gioco illegale e profili fiscali.
Domenica a Bagheria la Guardia di finanza e l'Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) hanno fatto irruzione nella sede dell'associazione Pkp Room in via Orazio Costantino interrompendo un torneo di Texas hold 'em non autorizzato. Nel blitz sono state identificate 43 persone — tra cui 38 giocatori, 4 dealer e l'organizzatore di 41 anni — e sequestrati materiali e documenti ritenuti utili alle indagini.
Dettagli dell'irruzione e materiali sequestrati
Nella sede di circa 150 metri quadri i finanzieri hanno sequestrato tavoli, fiches di vario taglio, quattro mazzi di carte e un pc portatile contenente copie delle liste dei partecipanti e i dati delle prime cinque giornate dell'evento. È stato inoltre posto sotto sequestro un Pos e un blocco note con nominativi e cifre relative ai pagamenti. Sul pc risultano registrazioni a partire dal 23 giugno con la specifica degli importi dovuti e pagati, comprese quote differenziate e rebuy, elemento che gli investigatori definiscono controverso e al limite tra gioco autorizzato e gioco d'azzardo.
Tra i riscontri emergono transazioni riconducibili al Pos — collegato alla dicitura "Toelattatura" — con importi indicati tra 250 e 350 euro per quattro giocatori; su questo punto gli accertamenti sono ancora in corso per chiarire modalità e soggetti coinvolti e verificare se il dispositivo sia stato usato per eludere l'uso di contanti.
Profili legali, difesa e iter giudiziario
L'operazione è stata motivata dal contrasto al gioco illegale e dalla necessità di ricostruire eventuali profili tributari e giudiziari con ricerche documentali ed extracontabili. All'organizzatore è stato chiesto di esibire le autorizzazioni previste per questo tipo di tornei, documentazione che l'uomo non ha fornito al momento del controllo, rendendo necessaria l'assistenza di un avvocato.
L'avvocato Loredana Mancino, difensore dell'organizzatore, ha affermato che «non c'erano soldi in palio ma il premio era un ticket per un torneo finale a Malta», sottolineando inoltre che le transazioni trovate sul Pos erano poche e riferite a pochi partecipanti. Mancino ha annunciato che si attende la convalida del sequestro da parte del magistrato della Procura di Termini, quindi l'eventuale valutazione del gip e, successivamente, il ricorso al tribunale della libertà di Palermo.
Al termine dei controlli sono state assunte le testimonianze dei quattro partecipanti le cui transazioni risultavano sul Pos; tutti i presenti risultavano iscritti all'associazione Pkp Room e partecipavano agli eventi promossi tramite sito e canali social, dove talvolta venivano sponsorizzati montepremi anche consistenti.
Contesto e precedenti
La Pkp Room è già stata interessata da un'analoga attività investigativa a maggio scorso durante un torneo nella zona della Kalsa: anche allora si era proceduto all'interruzione della partita e al sequestro di tavoli e attrezzature. Quel sequestro era stato poi oggetto di dissequestro successivo, ma il procedimento rimane ancora in corso dopo richiesta di proroga delle indagini da parte del pubblico ministero.
Le verifiche in corso da parte di Guardia di finanza e Adm mirano ora a chiarire se l'attività svolta in questi tornei integri il reato di esercizio di gioco d'azzardo non autorizzato e se sussistano elementi per rilievi tributari nei confronti degli organizzatori o di soggetti terzi. I prossimi atti formali comprenderanno la convalida del sequestro e gli eventuali sviluppi davanti all'autorità giudiziaria.