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Dal carcere al 110 e lode: il primo laureato del Polo universitario penitenziario di UniCT
Dal carcere al 110 e lode: il primo laureato del Polo universitario penitenziario di UniCT
Giuseppe, 31 anni e detenuto ad Augusta, ha conseguito la laurea in Scienze della ristorazione con 110 e lode, primo titolo del Polo penitenziario di Catania.
Giuseppe, 31 anni e detenuto nell'istituto carcerario di Augusta, è diventato il primo laureato del Polo universitario penitenziario dell'Università di Catania, ottenendo la laurea in Scienze e tecnologie per la ristorazione e la distribuzione degli alimenti mediterranei con la votazione di 110 e lode.
Dettagli del percorso e della discussione
Iscritto al Polo universitario penitenziario (PUP) di Catania dall'anno accademico 2022/2023, Giuseppe ha discusso una tesi su «L'utilizzo di coagulanti vegetali per la produzione di formaggi», seguita dalla relatrice Cinzia Randazzo. Il titolo conseguito rappresenta il risultato di un percorso costruito nel tempo grazie all'impegno del PUP e alla collaborazione con l'ateneo.
La partecipazione in presenza alla seduta di laurea è stata possibile dopo l'autorizzazione concessa dal magistrato di Sorveglianza e con il supporto operativo del personale della casa di reclusione di Augusta. La possibilità di assistere alla cerimonia in presenza è stata sottolineata dall'università come elemento significativo per il pieno riconoscimento formale del titolo.
Alla seduta di laurea erano presenti la presidente del corso di studi Elisabetta Nicolosi, il rettore Enrico Foti e il direttore del Di3A Mario D’Amico, a testimonianza dell'attenzione istituzionale verso l'iniziativa del Polo universitario penitenziario. L'ateneo ha evidenziato come il conseguimento del titolo sia una «concreta testimonianza del valore dell'istruzione come strumento di riscatto, cambiamento e inclusione sociale».
L'evento segna una tappa simbolica per il PUP di UniCT: oltre al valore individuale per lo studente, la laurea sottolinea il ruolo dell'istruzione superiore nei percorsi di reinserimento e nella costruzione di opportunità post-detenzione. L'ateneo indica l'esito come frutto di un lavoro prolungato e di collaborazione tra istituzioni carcerarie e mondo accademico.
Pur non fornendo numeri dettagliati sui partecipanti o sulla platea di percorsi attivati, la vicenda costituisce un elemento di cronaca che riporta al centro il tema dell'accesso all'istruzione per persone detenute e le implicazioni pratiche per programmi analoghi in altre sedi.