Palermo, fermati 22 presunti membri della "banda dei kalashnikov" dopo mesi di attentati

Operazione dei carabinieri coordinata dalla Dda: 9 indagati per estorsione e armi da guerra con aggravante mafiosa; 6 per traffico di droga.

A cura di Redazione
13 luglio 2026 09:42
Palermo, fermati 22 presunti membri della "banda dei kalashnikov" dopo mesi di attentati -
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I carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito il fermo di 22 persone, ritenute protagoniste di un'escalation di attentati e intimidazioni che ha colpito la zona di Tommaso Natale-San Lorenzo dall'autunno 2025 fino a pochi giorni fa. L'operazione, condotta su delega della Direzione distrettuale antimafia (Dda), rappresenta un nuovo sviluppo nell'indagine sulla cosiddetta "banda dei kalashnikov".

Dettagli dell'indagine

Secondo gli atti notificati, a 9 indagati sono contestati i reati di estorsione, tentata estorsione e detenzione illegale di armi da guerra con l'aggravante di mafia. Le accuse riguardano il presunto ruolo di autori e mandanti degli episodi intimidatori che hanno terrorizzato il mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo.

Altri 6 provvedimenti riguardano persone accusate di far parte di un'organizzazione dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana nei quartieri di San Lorenzo e dello Zen 2, gruppo che gli investigatori ritengono potesse disporre di un vero e proprio arsenale di armi.

Contestualmente, il fermo è stato notificato anche a 7 indagati già detenuti, che risultavano già in carcere per altre misure. L'indagine è coordinata dalla Dda guidata dal procuratore Maurizio De Lucia, che ha seguito la prosecuzione dell'attività investigativa avviata nei mesi precedenti.

L'operazione è la prosecuzione dell'inchiesta che a giugno aveva portato la Dda a emettere 8 provvedimenti di fermo per reati quali estorsione, danneggiamenti e tentato omicidio. Gli atti raccolti saranno ora oggetto di valutazione della magistratura per le successive fasi processuali e per eventuali richieste di convalida.

Le autorità mantengono il massimo riserbo sulle modalità tecniche dell'operazione e sugli sviluppi, mentre le attività investigative proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e collegamenti tra le persone coinvolte e le dinamiche criminali registrate nell'area colpita dagli attentati.

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