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Palermo, fermati 22 presunti membri della "banda dei kalashnikov" dopo mesi di attentati
Palermo, fermati 22 presunti membri della "banda dei kalashnikov" dopo mesi di attentati
Operazione dei carabinieri coordinata dalla Dda: 9 indagati per estorsione e armi da guerra con aggravante mafiosa; 6 per traffico di droga.
I carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito il fermo di 22 persone, ritenute protagoniste di un'escalation di attentati e intimidazioni che ha colpito la zona di Tommaso Natale-San Lorenzo dall'autunno 2025 fino a pochi giorni fa. L'operazione, condotta su delega della Direzione distrettuale antimafia (Dda), rappresenta un nuovo sviluppo nell'indagine sulla cosiddetta "banda dei kalashnikov".
Dettagli dell'indagine
Secondo gli atti notificati, a 9 indagati sono contestati i reati di estorsione, tentata estorsione e detenzione illegale di armi da guerra con l'aggravante di mafia. Le accuse riguardano il presunto ruolo di autori e mandanti degli episodi intimidatori che hanno terrorizzato il mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo.
Altri 6 provvedimenti riguardano persone accusate di far parte di un'organizzazione dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana nei quartieri di San Lorenzo e dello Zen 2, gruppo che gli investigatori ritengono potesse disporre di un vero e proprio arsenale di armi.
Contestualmente, il fermo è stato notificato anche a 7 indagati già detenuti, che risultavano già in carcere per altre misure. L'indagine è coordinata dalla Dda guidata dal procuratore Maurizio De Lucia, che ha seguito la prosecuzione dell'attività investigativa avviata nei mesi precedenti.
L'operazione è la prosecuzione dell'inchiesta che a giugno aveva portato la Dda a emettere 8 provvedimenti di fermo per reati quali estorsione, danneggiamenti e tentato omicidio. Gli atti raccolti saranno ora oggetto di valutazione della magistratura per le successive fasi processuali e per eventuali richieste di convalida.
Le autorità mantengono il massimo riserbo sulle modalità tecniche dell'operazione e sugli sviluppi, mentre le attività investigative proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e collegamenti tra le persone coinvolte e le dinamiche criminali registrate nell'area colpita dagli attentati.