Valle dei Templi, ad Agrigento emergono tracce di una 'città cristiana' nel quartiere ellenistico‑romano

Scoperti un edificio tardoantico, un mosaico policromo e una vasca sigillata con resti rituali e un monogramma cristiano nel cuore di Akragas.

17 luglio 2026 13:23
Valle dei Templi, ad Agrigento emergono tracce di una 'città cristiana' nel quartiere ellenistico‑romano - Credit Foto Martin Nebelin
Credit Foto Martin Nebelin
Condividi

Nel corso dell'undicesima campagna di scavi nel Quartiere ellenistico‑romano della Valle dei Templi sono venute alla luce evidenze che suggeriscono la presenza di una struttura urbana cristiana nell'antica Akragas.

Contesto del progetto

Il progetto di scavo, avviato nel 2016 e condotto in collaborazione tra il Campus di Ravenna dell'Università di Bologna e il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, ha concentrato le indagini nel quarto isolato, area già nota per un ampio complesso termale di età tardoantica. Le ricerche rappresentano l'undicesima campagna annuale e puntano a ricostruire continuità d'uso e trasformazioni urbanistiche.

Scavi e principali ritrovamenti

Nei pressi delle terme gli archeologi hanno portato alla luce un edificio probabilmente databile al III secolo d.C., rimasto in uso almeno fino al V secolo. All'interno dell'ambiente è stato rinvenuto un mosaico con motivi geometrici e tessere policrome, insieme a una vasca quadrangolare sigillata il cui contenuto ha fornito indizi di attività rituali. Tra i materiali recuperati figurano ossa di piccoli animali, monete e tappi di anfore.

Indizi di pratica religiosa cristiana

Giuseppe Lepore, professore di Archeologia classica presso il campus di Ravenna, segnala che alcuni elementi sembrano ricondurre lo spazio alla religione cristiana in formazione tra III e IV secolo: in particolare la vasca sigillata conteneva resti che possono essere interpretati come residui di pasti rituali e un tappo di anfora sul quale compare un monogramma cristiano. Questi elementi, insieme alla collocazione e alla stratigrafia, supportano l'ipotesi di un uso rituale riconducibile a comunità cristiane emergenti.

Maria Serena Rizzo, funzionaria archeologa del Parco di Agrigento, afferma che le ricerche recenti stanno delineando una vera e propria città cristiana, articolata attorno a edifici di culto, necropoli e spazi rituali. Il quadro che ne emerge non è limitato a singoli avanzi sporadici, ma indica una struttura urbana con funzioni relazionate alla pratica religiosa e alla gestione dei defunti.

Gli studiosi sottolineano la rilevanza della lunga sequenza di frequentazione: l'edificio presenta trasformazioni funzionali che coprono quasi otto secoli consecutivi, dalla tarda età imperiale sino all'alto Medioevo. Questa continuità rende significativa la lettura dei materiali per comprendere la transizione religiosa e sociale nelle città siciliane tra tardo antico e alto medioevo.

Metodologia e datazione

La datazione si basa su un insieme di indicatori stratigrafici e materiali—tra cui il tipo di tessere musive, le monete rinvenute e il contesto degli oggetti ceramici e degli anforali—che indirizzano la collocazione cronologica tra il III e il V secolo d.C.. Le indagini hanno privilegiato tecniche di scavo stratigrafico e catalogazione puntuale dei reperti per ricostruire le fasi d'uso dell'edificio.

Se confermata dalle successive analisi, l'interpretazione apre nuove prospettive sulla cristianizzazione urbana in Sicilia: documenterebbe come le comunità cristiane si siano inserite nella trama degli insediamenti preesistenti, riadattando spazi domestici o termali per pratiche comunitarie e di culto. Inoltre, la presenza di necropoli e spazi rituali attorno agli edifici suggerisce un riassetto complessivo della città in epoca tardoantica.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia