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Morte di Noemi Impellizzeri: indagato un 46enne, il legale: «Non c'era fumo quando è andato a casa»
Morte di Noemi Impellizzeri: indagato un 46enne, il legale: «Non c'era fumo quando è andato a casa»
La Procura di Catania indaga per ricostruire le ultime ore di Noemi: attesi autopsia, analisi telecamere e cellulare per chiarire dinamica e responsabilità.
Riposto. Il corpo di Noemi Impellizzeri è stato ritrovato senza vita domenica scorsa nella sua abitazione a Riposto. Un uomo di 46 anni, indicato negli articoli come «Tony», è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Catania mentre gli inquirenti valutano se la morte sia riconducibile a un suicidio o se si tratti di una messinscena per occultare un omicidio.
Il legale dell'indagato, l'avvocato Ivan Siragusa, ha descritto il proprio assistito come «collaborativo e assolutamente tranquillo». Secondo il difensore, l'uomo ha messo a disposizione il telefono cellulare e fornito dettagli sugli ultimi contatti con la vittima, spiegando inoltre di non aver chiamato le forze dell'ordine perché aveva preferito tentare di mettersi in contatto con la famiglia di Noemi.
L'avvocato ha però ammesso che sono emersi comportamenti «di censurabilità», citando in particolare il fatto che il suo assistito non abbia segnalato subito il ritrovamento del corpo. La Procura ha ritenuto tali elementi sufficienti per procedere all'iscrizione agli atti, anche in relazione ad accertamenti su atti irripetibili che potrebbero definire la dinamica dell'accaduto.
Indagine e prossimi passi
Gli inquirenti lavorano su più fronti: è attesa l'esecuzione dell'autopsia sul corpo della giovane, sono in corso le analisi dei filmati di videosorveglianza e l'acquisizione dei dati del cellulare della vittima e dell'indagato. Le risultanze tossicologiche, le verifiche sul luogo e gli esami tecnici per chiarire l'origine dell'eventuale incendio rappresentano passaggi ritenuti decisivi per stabilire le cause della morte.
Secondo Siragusa, il 46enne era «un punto di riferimento per la ragazza» e aveva detto ai propri figli che avrebbe ridotto o chiuso i rapporti con Noemi. L'avvocato ha aggiunto che quel venerdì la giovane sarebbe stata riaccompagnata a casa da un altro uomo, dettaglio che il difensore ritiene rilevante nella ricostruzione delle ultime ore.
In merito all'incendio rilevato nell'abitazione della vittima, il legale ha ribadito la versione del suo assistito: quando questi si trovò nell'appartamento «non c'erano né odore di fumo né altri elementi che potevano far pensare a un incendio». Le verifiche dei vigili del fuoco e degli investigatori dovranno confermare tempistiche e cause dell'evento.
La Procura prosegue le indagini senza escludere alcuna ipotesi e con l'intento di acquisire ogni elemento probatorio utile. Va ribadita la presunzione di innocenza dell'indagato fino a eventuale decisione definitiva dell'autorità giudiziaria: la posizione dell'uomo sarà chiarita alla luce degli accertamenti tecnici e dei referti medico-legali che verranno prodotti nei prossimi giorni.