17 ARRESTI E UN GIOCO D'AZZARDO MILIONARIO | Scopri il legame shock con i Carabinieri e la 'ndrangheta!
Operazione antimafia in corso: 17 arresti per ‘ndrangheta e reati gravi. Scoperte rete di estorsione e usura. Scopri di più! 🚔💼🔍

Operazione "Blizzard/Folgore": Altri 17 arresti nell’ambito della lotta alla ‘Ndrangheta
CATANZARO – Oggi, i militari del ROS, insieme ai carabinieri del Comando Provinciale di Crotone e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori”, hanno portato a termine un’importante operazione contro la criminalità organizzata, finalizzata a smantellare un gruppo attivo in diverse città italiane, tra cui Crotone, Milano e Verona. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, coinvolge 17 individui accusati di associazione mafiosa, estorsione, usura e detenzione di armi.
Questa vasta operazione è il risultato di un’indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha messo in luce le attività di un imprenditore legato alla ‘Ndrangheta originario di Isola Capo Rizzuto, il quale, insieme a una rete di collaboratori, era al centro di un intricato sistema di illeciti fiscali. Grazie alla collaborazione con le procure di Trento e Venezia, gli investigatori hanno potuto delineare chiari legami mafiosi, evidenziando il perpetuo funzionamento dell’organizzazione trasversale in Nord Italia.
L’indagine ha rivelato come il gruppo gestisse finanziamenti per gli associati detenuti attraverso un complesso sistema che sfruttava le imprese legate alla consorteria. Collari che operano nell’ombra si servivano di false fatturazioni e operazioni inesistenti, mettendo a rischio l’integrità dell’economia legale. Gli arresti avvenuti oggi sono solo la punta di un iceberg che evidenzia un’operatività persistente e ben organizzata, nonostante i vari scontri interni e gli interventi delle forze dell’ordine negli anni.
Contestualmente all’arresto dei 17 indagati, sono state effettuate perquisizioni su ulteriori 13 persone sospettate di essere coinvolte nelle attività criminose, sottolineando l’ampiezza delle reti mafiose in gioco. A sostegno di questa operazione, in un procedimento penale separato, la Procura di Trento ha disposto un sequestro preventivo di beni per un valore stimato di 25 milioni di euro, all’interno di un’azione volta a fermare l’illecito mercato economico gestito dalla ‘Ndrangheta.
Il focus delle indagini ha evidenziato non solo le modalità operative della cosca, ma anche l’utilizzo di mezzi illegali per comunicare tra i membri, anche quando questi si trovano in carcere. Emergono, quindi, preoccupanti segnalazioni riguardo a contatti interni e ad un continuo rifornimento di ordini dal vertice della rete criminale. Questo dimostra la forza e la resilienza della ‘Ndrangheta, che continua a esercitare una grave influenza su territori anche lontani dalla Calabria.
Il percorso giudiziario è ancora nella fase preliminare, e si attende una verifica processuale che contribuirà a chiarire la portata e la responsabilità degli indagati. Le forze dell’ordine, supportate dalla magistratura, continuano a combattere una battaglia complessa e necessaria contro la mafia, con l’obiettivo di ripristinare la legalità e la sicurezza nei territori colpiti.