Assegno di Inclusione, lo ottieni e finisci in tribunale | In questo caso il giudice non perdona
L’Assegno di Inclusione aiuta migliaia di famiglie, ma in alcuni casi porta dritti in tribunale. Ecco quando i giudici non fanno sconti.

Assegno di Inclusione: l’aiuto economico che può trasformarsi in un incubo
L’Assegno di Inclusione (ADI) è stato introdotto per sostituire il Reddito di Cittadinanza, garantendo un sostegno economico alle famiglie più fragili. Tuttavia, rispetto alla misura precedente, i requisiti sono più rigidi e i controlli più severi.
Il beneficio è destinato solo a chi rientra in precisi limiti di reddito, con una particolare attenzione per nuclei con minori, disabili o persone over 60. L’INPS effettua controlli mensili incrociando i dati con l’Agenzia delle Entrate, e se c’è qualcosa che non quadra, il pagamento viene sospeso immediatamente.
Tuttavia, negli ultimi mesi, sono emersi diversi casi in cui i beneficiari si sono visti togliere l’Assegno ingiustamente, finendo per dover portare la questione in tribunale. E non sempre l’INPS ha avuto la meglio.
Nel 2025 cambiano le regole, ma i controlli restano serrati
Con la Legge di Bilancio 2025, il Governo ha deciso di modificare alcuni parametri dell’Assegno di Inclusione, ampliando la platea dei beneficiari con un innalzamento del limite ISEE.
Se da un lato più famiglie potranno accedere al sostegno, dall’altro i controlli saranno ancora più rigidi. Il motivo? Prevenire le truffe e garantire equità nella distribuzione del beneficio.
👉 Ecco cosa farà l’INPS per evitare abusi:
✔️ Controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate per verificare ogni fonte di reddito.
✔️ Sospensione immediata del beneficio in caso di anomalie.
✔️ Possibilità di presentare ricorso se si ritiene di aver subito un’ingiustizia.
Tuttavia, non sempre l’INPS ha ragione. Ci sono casi in cui la revoca dell’ADI è stata un errore e i cittadini hanno dovuto rivolgersi ai giudici per ottenere giustizia.
Quando finisci in tribunale per l’Assegno di Inclusione
Uno dei casi più eclatanti riguarda una donna separata con figli disabili, alla quale l’INPS aveva sospeso il beneficio ingiustamente.
Dopo aver presentato ricorso, il tribunale le ha dato ragione, riconoscendo che la revoca dell’assegno era stata un errore. Il dettaglio ancora più assurdo? L’INPS non si è nemmeno costituita in giudizio, lasciando che il giudice confermasse il diritto della donna a ricevere l’ADI.
Questo episodio dimostra come, in alcuni casi, l’Assegno di Inclusione possa trasformarsi in una battaglia legale. Se si subisce un’ingiustizia, è fondamentale fare ricorso e far valere i propri diritti, perché non sempre i controlli dell’INPS sono infallibili.
Se ricevi una comunicazione di revoca dell’ADI e ritieni che sia ingiusta, informati subito sui tuoi diritti e su come presentare ricorso. In molti casi, il tribunale potrebbe darti ragione.