Busta paga, brutta sorpresa per questi lavoratori | Tagli e bonus cancellati: l’INPS resta a guardare

Molti lavoratori hanno trovato meno soldi in busta paga a gennaio 2025. L’INPS non può farci nulla: ecco chi è stato penalizzato dalla nuova legge.

A cura di Valeria Conti
03 marzo 2025 21:00
Busta paga, brutta sorpresa per questi lavoratori | Tagli e bonus cancellati: l’INPS resta a guardare -
Condividi

La busta paga più leggera: chi sta perdendo soldi e perché

Con l’arrivo del primo stipendio del 2025, molti lavoratori hanno notato una riduzione inattesa della busta paga. Una situazione che sta generando malumori, soprattutto tra le famiglie con figli a carico, che si ritrovano con meno soldi del previsto a causa delle nuove misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2025.

A incidere negativamente sugli stipendi è stato il passaggio dal taglio del cuneo fiscale alla revisione dell’imposta, un cambiamento che, a seconda del reddito, ha portato a una riduzione dello sgravio contributivo. Per alcuni lavoratori, ciò si è tradotto in una perdita concreta di denaro, senza possibilità di intervento da parte dell’INPS.

Ma quali sono le categorie più penalizzate e quali misure sono state cancellate?

Taglio del cuneo fiscale e bonus cancellati: chi ci perde davvero

La nuova Legge di Bilancio 2025 ha apportato modifiche significative al sistema di detrazioni e sgravi fiscali. Il taglio del cuneo fiscale, che aveva permesso ai lavoratori dipendenti di godere di stipendi leggermente più alti nel 2024, è stato rivisto, con un passaggio alla revisione dell’imposta e delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente.

Secondo quanto riportato da Money.it, diversi lavoratori hanno subito una riduzione della retribuzione netta, e tra le categorie più colpite ci sono proprio le famiglie con figli a carico.

Le principali modifiche che hanno portato a questa riduzione sono:
Eliminazione delle detrazioni per figli a carico sopra i 30 anni, un sostegno che garantiva un piccolo ma importante aiuto economico.
Cambiamenti drastici al bonus mamme, ora riservato solo alle lavoratrici con almeno tre figli, di cui uno minorenne.
Per le madri con due figli, di cui almeno uno sotto i 10 anni, il bonus è stato prorogato, ma è necessaria l’approvazione di un decreto apposito prima che venga applicato in busta paga.

Questo significa che, almeno per il momento, molte lavoratrici che beneficiavano del bonus mamme si ritroveranno a versare nuovamente i contributi per intero, perdendo di fatto una quota importante del loro stipendio mensile.

Le conseguenze per i lavoratori e le famiglie: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il problema più grande di questi tagli e modifiche è che arrivano in un periodo di forte aumento del costo della vita, rendendo ancora più difficile la gestione delle spese quotidiane per molte famiglie.

Le lavoratrici madri, che avrebbero dovuto essere tutelate dal bonus, si ritrovano ora penalizzate da un sistema che ancora non ha definito chiaramente i suoi criteri di applicazione.

L’INPS, dal canto suo, non può intervenire, poiché le modifiche sono frutto di decisioni legislative che regolano le detrazioni fiscali e le agevolazioni in busta paga.

Se nei prossimi mesi non verranno presi provvedimenti per riequilibrare questi tagli, molti lavoratori potrebbero continuare a vedere una riduzione del proprio stipendio senza possibilità di recupero. L’unica certezza, per ora, è che il 2025 è iniziato con meno soldi per molte famiglie italiane.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Il Fatto di Sicilia sui social