A Siracusa c'è una fortezza mai espugnata dagli aragonesi: ecco come si chiama e i segreti che nasconde

Scopri la Porta d’Augusta: architettura impenetrabile, riti spagnoli e rumori misteriosi nelle notti del passato.

A cura di Paolo Privitera
31 agosto 2025 18:00
A Siracusa c'è una fortezza mai espugnata dagli aragonesi: ecco come si chiama e i segreti che nasconde - Foto: trolvag/Wikipedia
Foto: trolvag/Wikipedia
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Il gioiello militare che trasformò Augusta in un’isola invincibile

Nel 1681‑1682, per volere del viceré Francesco IV de Benavides, conte di Santisteban, venne eretta la Porta Spagnola, o Porta di Terra, su progetto dell’ingegnere fiammingo Carlos de Grunenbergh. La città di Augusta era divenuta un’enclave fortificata: il nuovo accesso via terra, fiancheggiato da due imponenti ponti levatoi, venne innalzato proprio all’ingresso dell’istmo, successivamente tagliato per isolare la città e difenderla meglio dalle incursioni via mare e via terra. Costato 30.000 scudi prelevati dalle casse degli Augustani, il monumento era più di una porta: era un messaggio politico, un emblema di forza iberica e controllo ecclesiastico-armato su un lembo di Sicilia chiave per la difesa cristiana contro Turchi e Francesi .

Architettura da manuale: simboli e ingegneria al servizio del potere

La Porta Spagnola non era solo una struttura difensiva: era un capolavoro barocco militarizzato. La parte inferiore — risalente alla cinta muraria aragonese — venne conservata, mentre la sommità venne arricchita da grifoni rampanti, la corona di Carlo II, lo stemma del viceré De Benavides e il rosone dell’Ordine del Toson d’Oro. Il portale bugnato era incorniciato da colonne tortili ottagonali — archetipi tecnici d’avanguardia, probabilmente ispirati alle opere olandesi e francesi studiate da De Grunenbergh. Il fossato, una mezza luna difensiva a protezione della porta, rendeva Augusta una vera isola fortificata, strategica e quasi impenetrabile via terra .

Mai espugnata, ma provata dal tempo e dagli eventi

A differenza del vicino Castello Svevo, catturato dai Francesi nel 1675, la Porta Spagnola non fu mai espugnata. Tuttavia, tremò nel 1990, durante il terremoto del 13 dicembre, che ne danneggiò l’intonaco e alcune strutture, ma conservò i suoi simboli nobili, prontamente restaurati nel 2005 per restituire al monumento il suo antico splendore. Oggi è l’unico ingresso storico alla città vecchia, testimone silenzioso di tre secoli di dominazione spagnola e fulcro di visite guidate e mostre archeologiche itineranti.

Simbolo politico e protettore della comunità augustana

La Porta non era solo difesa militare ma rappresentava la fedeltà della città alla corona spagnola e alla chiesa: l’imponente struttura con i suoi stemmi era un avvertimento per ogni potenziale nemico. In età moderna, la sua salvaguardia attraverso i restauri di fine XX secolo testimonia un rinnovato orgoglio cittadino: oggi è il cuore di parate storiche e celebrazioni civiche, uno spazio urbano vivo e custode di memoria .

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