Il borgo che custodisce torri normanne, fuochi sacri e riti antichi: lo trovi a pochi passi da Catania
A pochi passi da Catania, c'è un borgo che custodisce torri normanne, riti secolari e una storia che sorprende!

Un borgo tra Etna, storia e silenzio
Santa Maria di Licodia è un piccolo comune in provincia di Catania, situato lungo il versante sud-occidentale dell’Etna, a 442 metri d’altitudine. Il suo nome deriva dal latino Lucus Deae, “bosco sacro alla dea”, che richiama le origini pagane del luogo.
Oggi il borgo conserva una forte identità culturale ed etnea, tra architetture storiche, riti religiosi, tradizioni rurali e paesaggi lavici. La sua posizione strategica tra Adrano, Ragalna e Biancavilla ne ha fatto un centro di passaggio sin dall’antichità.
La Torre Normanna: guardiana del tempo
Il simbolo più riconoscibile del paese è la Torre Normanna, edificata tra l’XI e il XII secolo durante la dominazione normanna della Sicilia. Alta circa 15 metri, fu probabilmente costruita per scopi difensivi e in seguito utilizzata anche come torre campanaria.
Oggi è uno dei pochissimi edifici medievali rimasti intatti nella zona etnea, e rappresenta una rara testimonianza del sistema difensivo interno creato dai Normanni nell’area del Simeto.
Religiosità popolare e riti del fuoco
Il borgo è fortemente legato alla figura di San Giuseppe, patrono celebrato con una festa tra le più sentite del catanese. Ogni anno a marzo le strade si animano di processioni, mercatini, “pagghiari” e fuochi spettacolari detti “i vampi”, accesi per purificare simbolicamente il paese e annunciare la primavera.
Si tratta di un’antica tradizione contadina che mescola elementi religiosi, propiziatori e popolari, ancora oggi viva tra i licodiani e amata anche dai comuni limitrofi.
Un cuore agricolo tra vigneti e noccioleti
Grazie alla fertilità lavica del suolo, Santa Maria di Licodia è da secoli un paese agricolo per eccellenza. Le sue terre producono uva, nocciole, agrumi e olive, alimentando un’economia rurale ancora viva.
La zona è inclusa nell’area di produzione del vino Etna DOC, e molti dei suoi poderi si affacciano su antiche case rurali in pietra lavica, tramandate di generazione in generazione.