Un balcone selvaggio nel palermitano: un crocevia naturale tra sentieri antichi, flora e fauna

Scopri le Serre della Pizzuta, rilievo carsico vicino Palermo: grotte, orchidee rare e storie millenarie in un’area protetta!

A cura di Paolo Privitera
30 agosto 2025 18:00
Un balcone selvaggio nel palermitano: un crocevia naturale tra sentieri antichi, flora e fauna - Foto: Gspata/Wikipedia
Foto: Gspata/Wikipedia
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Un balcone selvaggio nel palermitano

La Riserva Naturale Orientata Serre della Pizzuta si estende per cir­­‌ca 414 ettari nel territorio di Piana degli Albanesi, a pochi chilometri da Palermo. I rilievi calcarei della Serra della Pizzuta (1333 m) e del Monte Pelavet dominano la zona, offrendo panorami spettacolari su lago e collina; queste aree carsiche sono state dichiarate riserva nel 1998, tutelando ambienti unici come grotte, doline e roccia viva nelle cui ombre si muovono pipistrelli e rapaci.
Questo territorio è un crocevia naturale: sentieri antichi – come quelli della Portella della Ginestra – s’intrecciano a grotte come lo Zubbione (verticale, profondo) e la Grotta del Garrone (ampio antro), usati nei secoli dagli abitanti locali come passaggi strategici e rifugi.

Flora rara e fauna sorprendente

La vegetazione varia dalla prateria mediterranea alla macchia arbustiva, fino a lembi di lecceta. Nelle zone più alte resistono nell’area di Portella delle Neviere antiche formazioni di agrifoglio e specie endemiche.
Qui fioriscono orchidee selvatiche come l’Ophrys fusca subsp. sabulosa, endemica, e la Viola ucriana, pianta rare che copre meno di 0,2 km². Nelle grotte, microclimi umidi ospitano felci come la Phyllitis scolopendrium e la scolopendria emionitide.
La fauna è altrettanto variegata: dalla volpe all’istrice, dalla martora alla donnola, mentre rapaci come gheppi e falchi sorvegliano il cielo. Pipistrelli, lucertole e vipere completano l’ecosistema.

Storia, ghiaccio e antichi mestieri devozionari

Il Monte Pizzuta è legato a tradizioni antiche: la neve che per secoli fu raccolta nelle neviere rupestri, conservata nella conca d’alta quota e poi portata a Palermo per raffinare le bevande calde – un primitivo ghiaccio per i palermitani estivi.
Inoltre, tra le pendici del monte c’è una chiesa dedicata alla Madonna dell’Odigitria, uno dei luoghi più sacri per la comunità arbëreshë di Piana: si dice che il quadro sacro lasciò la sua impronta su una pietra, segnando il luogo della fondazione del villaggio. La tradizione continua ancora oggi, con pellegrinaggi e rituali antichi.

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