La festa che ferma una città: la devozione secolare che ancora commuove Caltanissetta

A Caltanissetta, la festa dell’Immacolata è un rito che unisce fede, memoria e identità: una tradizione che commuove da oltre tre secoli.

29 novembre 2025 15:00
La festa che ferma una città: la devozione secolare che ancora commuove Caltanissetta - Foto: Fscarfia06/Wikipedia
Foto: Fscarfia06/Wikipedia
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A Caltanissetta, dicembre non è un mese come gli altri. Quando arriva l’8, l’aria si riempie di attesa, le strade si addobbano e tutto sembra rallentare. È il giorno dell’Immacolata Concezione, una ricorrenza che per i nisseni non è solo una tradizione religiosa, ma un legame profondo con le proprie radici, una memoria collettiva che si rinnova da più di tre secoli.

La storia di una devozione antica

La festa dell’Immacolata a Caltanissetta ha origini lontane, legate al Convento dei Francescani dell’Immacolata Concezione, costruito nel Seicento. Da quel tempo, la statua della Vergine, realizzata in legno dorato e vestita con abiti riccamente decorati, viene portata in processione per le vie della città, seguita da canti, preghiere e da migliaia di persone che ancora oggi la considerano la “mamma” di tutti i nisseni.
Il percorso è quasi sempre lo stesso: parte dalla chiesa di San Francesco e attraversa il centro storico, tra i balconi ornati e i profumi di dolci tradizionali che si diffondono nell’aria. È un momento che unisce generazioni, credenti e non, in un sentimento di appartenenza e rispetto che va oltre la fede stessa.

La processione e i suoi simboli

La statua dell’Immacolata, portata a spalla dai devoti, è accompagnata da bande musicali, confraternite e bambini vestiti di bianco, simbolo di purezza. Durante la processione si cantano inni antichi, tramandati di padre in figlio, e l’emozione cresce fino all’ingresso trionfale della Madonna nella sua chiesa, tra applausi, campane e cori.
L’atmosfera è densa di commozione, ma anche di orgoglio: per Caltanissetta, l’Immacolata non è solo una figura sacra, ma un simbolo identitario, un segno di continuità che resiste al tempo e al cambiamento. Ogni anno, anche chi vive lontano cerca di tornare per assistere almeno una volta a quella processione che sembra sospendere il tempo.

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