Il castello "rosa" di Palermo che nasconde un passato più inquieto di quanto sembri

Sul Monte Pellegrino, il Castello Utveggio domina Palermo con una storia insospettabile che mescola sogni mancati e una curiosità poco nota.

13 gennaio 2026 21:00
Il castello "rosa" di Palermo che nasconde un passato più inquieto di quanto sembri - Foto: Hszeee/Wikipedia
Foto: Hszeee/Wikipedia
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Un palazzo nato per stupire e poi inghiottito dal silenzio

Chi guarda Castello Utveggio da lontano vede soltanto una sagoma rosa che si affaccia su Palermo come un guardiano elegante. Ma la sua storia è molto diversa da quella che ci si aspetta da un edificio così scenografico.
Costruito alla fine degli anni Venti in stile neogotico, il castello avrebbe dovuto essere l’albergo panoramico più ambito della città: un luogo dove l’aristocrazia, i viaggiatori di lusso e chiunque potesse permetterselo avrebbe trovato un rifugio spettacolare. Il panorama, d’altronde, non ha eguali: dall’alto di Monte Pellegrino la vista abbraccia il porto, la Conca d’Oro, la costa che si piega verso Est.
Eppure, quell’ambizioso sogno durò pochissimo. Le difficoltà economiche, i cambiamenti sociali, l’instabilità che caratterizzava quegli anni fecero crollare l’idea di un grande albergo prima ancora che potesse trovare il suo pubblico. Il Castello rimase lì, bellissimo e incompiuto, come un progetto rimasto a metà.
Per decenni fu usato in modi diversi, spesso in contrasto con la sua eleganza: deposito, sede di attività amministrative, struttura di servizio. Ogni passaggio lasciava segni, ma non restituiva mai un vero ruolo. Palermo gli scivolava attorno, mentre lui continuava a dominare la città senza riuscire a far parte davvero della sua vita quotidiana.

Il ritorno alla vita e la trasformazione che nessuno aveva previsto

Fu solo negli anni più recenti che il castello tornò ad avere un’identità riconoscibile. L’edificio venne restaurato, gli ambienti interni recuperati, la struttura messa in sicurezza. La sua nuova destinazione, però, non fu affatto turistica: qui trovò sede la Scuola di Formazione per la Pubblica Amministrazione Regionale, affidandogli un ruolo del tutto diverso da quello immaginato dai suoi costruttori.
In un certo senso, il castello ha conosciuto una rinascita sobria. Niente saloni scintillanti, nessun ritorno a un passato mondano mai veramente vissuto. Ma il recupero architettonico ha restituito dignità all’edificio, riportando luce sulle decorazioni esterne, sui cortili, sulle linee neogotiche che si stagliano contro il cielo.
Oggi Castello Utveggio non è un luogo animato da folle di visitatori, e forse è proprio questo a renderlo così affascinante. Chi sale fin quassù incontra un silenzio raro, interrotto solo dal vento. Il panorama è sempre lo stesso che aveva incantato i progettisti degli anni Venti, ma ora lo si osserva con uno sguardo diverso: più intimo, più consapevole della fragilità dei progetti umani.
Rimane uno dei luoghi più belli dove fermarsi a guardare Palermo dall’alto, un punto in cui la città sembra raccontare se stessa senza bisogno di parole.

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