Comune di Palermo: L'interrogazione delle opposizioni contro la trasformazione della Favorita in deposito di strutture usate
Palermo non è una pattumiera! Scopri le preoccupazioni su un progetto controverso che rischia di minacciare la bellezza della nostra città. 🏛️🚫✨
Grand Stand Arena: l’opposizione alza la voce contro il progetto del Comune di Palermo
Palermo, 2 gennaio 2026 – “Palermo trattata come pattumiera d’Italia.” È con queste parole che i consiglieri di opposizione hanno presentato un’interrogazione al sindaco, per chiedere chiarimenti sulla controversa operazione legata alla Grand Stand Arena, prevista per essere trasferita nel Parco della Favorita dalla Capitale.
Il progetto, dal valore superiore ai 6 milioni di euro, ha suscitato un acceso dibattito in città, ponendo interrogativi di natura giuridica, economica, urbanistica e politica. Secondo i consiglieri, l’operazione rappresenta il rischio di trasformare Palermo in un deposito di strutture obsolete, dismesse altrove, secondo quella che viene definita una logica coloniale nei confronti del Mezzogiorno.
“Forzare il contesto normativo,” affermano, “significa piegare la legge a un’operazione politicamente discutibile.” La Grand Stand Arena, originariamente progettata per un utilizzo temporaneo e già parzialmente deprezzata, è stata realizzata nel 2018. Ma le ragioni della sua dismissione a Roma rimangono avvolte nell’opacità, alimentando ulteriori dubbi sulla decisione di farne l’oggetto di un imponente investimento in Sicilia.
L’interrogazione mette in evidenza che il Ragioniere Generale del Comune ha sollevato preoccupazioni evidenti: l’assenza di un piano economico-finanziario, l’incertezza sui costi di gestione e la mancanza di un parere da parte della Soprintendenza, che potrebbero compromettere la realizzabilità dell’opera.
In un momento in cui Palermo è soggetta a un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, l’operazione rischia di apparire come una scelta illogica e controproducente. “Le risorse pubbliche,” affermano i consiglieri, “dovrebbero essere investite nei quartieri ad alta vulnerabilità sociale, non in una grande opera simbolica” situata in un’area centrale della città.
La critica va oltre l’aspetto economico: per i firmatari dell’interrogazione, c’è una visione culturale e politica che emerge chiaramente. “Palermo non deve diventare un luogo in cui collocare ciò che non serve più. La città merita politiche serie e coerenti, rispettose del suo territorio e dei suoi cittadini.”
I consiglieri di opposizione – tra cui Antonino Randazzo, Giulia Argiroffi e Massimo Giaconia – chiedono ora trasparenza e una scelta politica chiara: rigenerare davvero le periferie o continuare a usare Palermo come deposito dell’usato del potere centrale. La cittadinanza attende ora una risposta dall’amministrazione comunale.