Dalla Sicilia racconti assurdi: 73 figli, mostri di pietra e mezzo milione vinto al Gratta e Vinci
Racconti tra storia e folklore: dalle partorienti da record alle credenze popolari, fino a una recente fortuna al Gratta e Vinci. Tutto questo, solo in Sicilia.
La Sicilia è una terra che da sempre si nutre di storie straordinarie e inspiegabili, un crocevia dove la storia documentata si intreccia con la leggenda popolare. Dai racconti tramandati nei secoli emergono vicende che sfidano la logica: nascite prodigiose, credenze bizzarre e, in tempi più recenti, anche colpi di fortuna che lasciano senza parole. Il viaggio nell'assurdo siciliano attraversa epoche e luoghi, dove ogni racconto custodisce un frammento di un'identità unica.
Quando partorire significava sfidare la logica
Nel Settecento, il canonico Antonino Mongitore documentava casi di fertilità che ancora oggi appaiono incredibili. Tra questi spicca la storia di Giovanna Pantica di Agrigento, che secondo lo storico Tommaso Fazello avrebbe avuto ben 30 parti, dando alla luce complessivamente 73 figli. Un record che sembra appartenere più al mito che alla realtà.
Non meno sorprendente è il caso registrato a Messina nel 1430: una donna di appena 24 anni avrebbe partorito contemporaneamente nove figli, tutti maschi. Numeri che oggi fanno sorridere, ma che all'epoca venivano tramandati come testimonianza della straordinaria fecondità delle donne siciliane.
Le credenze popolari attribuivano poi alle visioni delle madri durante la gravidanza un'influenza diretta sull'aspetto dei neonati. Si raccontava di donne che, dopo aver osservato animali o oggetti particolari, avrebbero partorito creature con caratteristiche analoghe: pesci, polipi, o bambini con deformità ricondotte a ciò che la madre aveva visto.
I tre gemelli nati come i Re Magi
Tra le nascite più singolari documentate c'è quella avvenuta a Palermo il 25 dicembre 1655, in una casa vicina al monastero delle Stimmate. Una donna diede alla luce tre gemelli dalle fattezze straordinarie: uno aveva l'aspetto di un vecchio con capelli bianchi, il secondo sembrava un giovane, il terzo aveva la pelle nera.
I tre neonati furono battezzati nella chiesa di Santa Croce con i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, proprio come i Re Magi. Il Vicerè, incuriosito dalla notizia, volle vederli di persona e donò al padre 20 scudi. Tuttavia, nel giro di soli sei giorni, uno dopo l'altro, i bambini morirono.
Secondo il Mongitore, la madre era devota dei Re Magi e li pregava spesso: l'immaginazione della donna, influenzata dalla devozione, avrebbe impresso nei neonati quell'aspetto così particolare. Una spiegazione che mescola fede, superstizione e una rudimentale forma di indagine scientifica.
Villa Palagonia, dove i mostri sono di pietra
Sempre nel palermitano, per la precisione a Bagheria, si erge uno dei luoghi più curiosi della Sicilia nobiliare: Villa Palagonia, meglio conosciuta come la Villa dei Mostri. Progettata intorno al 1715, la villa assunse le sue sembianze inquietanti grazie al Principe Francesco Ferdinando Gravina e Alliata, personaggio stravagante soprannominato "il Negromante".
Il principe trasformò la residenza di villeggiatura in un giardino popolato di statue mostruose: figure antropomorfe con corpi deformi, serpenti bicefali, fauni e gnomi, nobili trasformati in suini danzanti. Queste effigi in pietra arenaria decorano ancora oggi le mura esterne, creando un'atmosfera straniante.
All'interno, la straordinaria sala degli specchi colpisce per la disposizione degli specchi su pareti, soffitto e pavimenti. Il principe voleva dimostrare, attraverso i riflessi, la fragilità della vanità umana, offrendo ai visitatori una riflessione filosofica sulla natura dell'essere.
Una vincita da mezzo milione lasciata "in segreto"
La Sicilia delle storie bizzarre non appartiene solo al passato. A gennaio 2025, come raccontato nella rubrica apposita di Assopoker, portale di informazione su giochi e scommesse, è accaduto un episodio singolare a Caltanissetta. All'All In Caffè di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, in zona San Luca, un cliente ha vinto 500.000 euro con un Gratta e Vinci della serie Nuovo 100X, dal costo di 5 euro.
La paura di essere conosciuto in città come un vincitore della lotteria lo ha però fermato dal rendere nota la sua vincita. Per non farsi riconoscere, il fortunato ha appeso un biglietto nel bagno del locale con la scritta "Grazie!" e la foto del tagliando vincente. Un gesto di scaramanzia ma anche di riconoscenza verso i gestori del locale, che hanno scoperto la vincita solo dopo.
Nonostante il rischio di essere scoperto, il vincitore ha voluto ringraziare chi gli aveva ceduto tanta fortuna, dimostrando che anche nell'era moderna esistono ancora gesti di gentilezza inaspettata. Una storia contemporanea che si inserisce perfettamente nel filone delle vicende siciliane fuori dall'ordinario.
Del resto la Sicilia continua a essere una terra dove realtà e credenze si confondono, creando un patrimonio di racconti che attraversano i secoli. Dalle nascite prodigiose documentate nel Settecento alle ville barocche abitate da mostri di pietra, fino ai gesti inaspettati di chi per scaramanzia sceglie la discrezione, la nostra Isola conferma la sua vocazione nel generare storie che sfuggono alla logica comune.