Il bosco che non doveva esistere: il segreto tra Catania e Caltagirone che sfida il tempo

Il Bosco di Santo Pietro, vicino Caltagirone, rivela un ecosistema raro in Sicilia: un territorio antico dove natura e storia convivono ancora.

07 gennaio 2026 12:00
Il bosco che non doveva esistere: il segreto tra Catania e Caltagirone che sfida il tempo - Foto: Davide Mauro/Wikipedia
Foto: Davide Mauro/Wikipedia
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L’enorme macchia verde che sorprende chi arriva da Catania

A pochi chilometri da Caltagirone, in un’area che ci si aspetterebbe brulla e assolata, si apre un’immensa distesa di verde che sembra arrivare da un’altra regione. Il Bosco di Santo Pietro è uno di quei posti che si incontrano quasi per caso, ma che restano impressi perché contraddicono ogni idea che si ha della Sicilia interna. Appena si entra nel territorio della riserva, l’aria cambia, i profumi diventano più intensi e ci si ritrova dentro un ambiente che non somiglia a nulla di ciò che circonda Catania o la piana.
Il bosco è un grande corpo vivo: lentischi, sugheri, querce e macchia mediterranea si intrecciano creando un corridoio naturale che resiste da secoli alle trasformazioni del territorio circostante. Qui non ci sono scenografie preparate per i visitatori né punti studiati per attirare l’attenzione. C’è solo la natura così com’è, con la sua calma e la sua durezza, capace di sorprendere chiunque pensasse di conoscere già tutto dei paesaggi siciliani.

Un territorio che racconta storie antiche senza mai alzare la voce

Il Bosco di Santo Pietro non è solo un polmone verde: è un archivio naturale. Nel sottobosco si trovano segnali di come un tempo questa zona fosse attraversata da pastori, viandanti e piccoli gruppi che sfruttavano le risorse del luogo. Le vie sterrate ricalcano vecchi tracciati, i punti d’acqua hanno sostenuto animali e uomini, e ancora oggi si incontrano caprioli, conigli selvatici e rapaci che sembrano vivere in perfetta continuità con il passato.
La riserva, inoltre, è uno dei più estesi esempi di vegetazione mediterranea della Sicilia orientale, un patrimonio che ha rischiato più volte di scomparire a causa di incendi e abbattimenti. Eppure continua a rimanere in piedi, quasi fosse protetto da una resistenza silenziosa. Camminando tra i sentieri, si percepisce la sensazione di trovarsi in un luogo che ha superato tutto: trasformazioni agricole, passaggi militari, variazioni climatiche. Eppure, nonostante le pressioni, mantiene quella sua identità genuina che lo rende un unicum nel territorio fra Catania e Caltagirone.

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