Il segreto abissale di Marina di Ragusa: la frazione che ha cambiato per sempre il destino della costa
Marina di Ragusa, tra antichi porti, tonnare scomparse e una curiosità storica che ribalta l’origine della borgata più celebre di Ragusa.
La rinascita inattesa che trasformò una borgata ragusana in un approdo conteso
A prima vista Marina di Ragusa sembra un elegante rifugio estivo, ordinato e luminoso, ma la sua storia custodisce un percorso tutt’altro che tranquillo. Questa frazione marittima di Ragusa, oggi sinonimo di turismo e movida educata, nacque lungo un litorale considerato per secoli un territorio difficile, esposto ai venti e alle mire di chi solcava il Mediterraneo non solo per commerciare. Nei secoli passati, infatti, questa fascia di costa era un punto strategico per controllare le rotte che collegavano la Sicilia sud-orientale a Malta e all’Africa settentrionale.
Il primo grande snodo che cambiò la storia del luogo avvenne tra il XVI e il XVII secolo, quando il piccolo nucleo abitato, allora chiamato Mazzarelli, venne inglobato in una rete difensiva imponente: torri di avvistamento, guardie costiere, sistemi di segnalazione. Il motivo era chiaro: questa costa era un confine vulnerabile, un’area che poteva essere colpita da scorrerie improvvise. In quel periodo la vita della borgata si consumava intorno alla marina commerciale e alla tonnara, elementi che definivano il ritmo delle giornate e il valore economico della comunità. Le barche entravano e uscivano da un arenile che mutava forma con le mareggiate, e ogni notte il mare portava con sé presagi diversi, come se il destino della frazione fosse sempre appeso a ciò che accadeva oltre l’orizzonte.
Quando la sabbia cancellò un passato e costrinse Marina di Ragusa a rinascere
Tra Settecento e Ottocento, un fenomeno inatteso modificò radicalmente l’aspetto di Mazzarelli: il progressivo insabbiamento della costa, dovuto ai mutamenti della corrente e ai movimenti del fondale. Ciò che oggi appare come un tratto di litorale perfetto per passeggiate e ombrelloni, allora rappresentava un problema serio: l’insabbiamento rese il piccolo porto quasi inutilizzabile. La conseguenza fu devastante per l’economia locale, perché il commercio marittimo era l’unico motore in grado di sostenere gli abitanti. Molti pensarono che la borgata fosse destinata a spegnersi lentamente.
Fu proprio da quella crisi, però, che nacque la metamorfosi più sorprendente. L’abbandono graduale delle attività portuali spinse la comunità a sfruttare ciò che rimaneva: un mare limpido e una costa che iniziava a mostrare un potenziale nuovo, completamente diverso da quello di un centro mercantile. Nel corso del Novecento, soprattutto dopo gli anni Cinquanta, l’intera zona cambiò volto: sorsero le prime case vacanza, si potenziarono i collegamenti con Ragusa e prese forma un’idea che nessuno, fino a quel momento, aveva mai immaginato. Marina di Ragusa sarebbe diventata una località balneare moderna, ordinata, ricercata e capace di attrarre visitatori da tutta la Sicilia sud-orientale. L’arenile, da ostacolo, divenne la sua ricchezza.
Questa trasformazione culminò nel XXI secolo con una nuova opera destinata a incidere profondamente sulla vita della frazione: la costruzione del porto turistico, oggi tra i più importanti del Mediterraneo centrale. Un’infrastruttura che ha ridato alla borgata la stessa centralità marittima che aveva perso due secoli prima, ma in una forma completamente diversa: non più luogo di scambio di merci, bensì crocevia per la nautica da diporto, per i collegamenti turistici e per un nuovo modo di vivere il mare.