Addio Orazio Russo, bandiera del Catania, muore a 52 anni dopo lunga malattia

È morto oggi a 52 anni Orazio Russo, unico calciatore ad aver indossato la maglia del Catania in tutte e quattro le categorie professionistiche; negli ultimi anni responsabile del settore giovanile del club.

A cura di Redazione Redazione
14 febbraio 2026 18:50
Addio Orazio Russo, bandiera del Catania, muore a 52 anni dopo lunga malattia -
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Orazio Russo è morto oggi all'età di 52 anni, dopo una lunga battaglia contro una leucemia. Figura storica del calcio siciliano, Russo lascia un'impronta indelebile nel Catania: è l'unico giocatore nella storia del club ad aver vestito la maglia rossazzurra in quattro categorie professionistiche, in quattro periodi diversi. Negli ultimi anni ricopriva il ruolo di responsabile del settore giovanile del Catania.

Il legame con il Catania

Il rapporto tra Russo e il Catania è stato continuativo e profondo: arrivato dalle periferie di San Giovanni La Punta/Misterbianco, fu acquistato dal club nel 1989 per una cifra allora rilevante (otto milioni di lire). La sua storia con la piazza etnea non si è interrotta neanche al termine della carriera da calciatore: dal luglio 2010 al 2014 è stato team manager, poi responsabile tecnico del progetto scuole calcio, tecnico delle giovanili, vice allenatore della prima squadra e allenatore delle formazioni Berretti e Under 17. Dalla stagione 2022/23 ricopriva ufficialmente l'incarico di responsabile del settore giovanile.

Carriera da calciatore e momenti memorabili

Russo era un esterno d'attacco cresciuto nel vivaio del Catania. Il testo fonte riporta un'esordio in Serie A contro il Milan, incontro in cui si trovò di fronte Paolo Maldini; sul punto specifico del giorno/anno del debutto le fonti fornite risultano contrastanti (viene indicato sia il 29 agosto 1993 sia il 29 agosto 1999). In ogni caso, con la maglia del Lecce Russo disputò più stagioni in massima serie e mise a segno quattro reti in quel campionato citato dal testo.

La carriera lo ha visto indossare diverse maglie: Lecce (tre stagioni), più ritorni al Catania, poi SPAL, Savoia, Acireale — dove trascorse cinque stagioni intense — Padova, Perugia e Gela. Un momento rimasto nella memoria dei tifosi è il 9 ottobre 2005, quando un suo tiro al volo allo scadere contro il Vicenza fece esplodere lo stadio: fu il preludio alla promozione in A conquistata l'anno successivo.

Nel febbraio 2010 Russo tornò al Catania a 36 anni e per volontà della società ricevette l'ultimo saluto dal campo: il 16 maggio 2010 fu schierato al posto di Giuseppe Mascara nella partita contro il Genoa — un'unica presenza stagionale ma simbolica — durante la quale vestì anche la fascia da capitano, chiudendo idealmente il cerchio della sua carriera.

Ruoli dopo il ritiro e eredità

Appesi gli scarpini, Russo non ha mai abbandonato il progetto sportivo etneo: ha lavorato con i giovani, curando la formazione e mettendo la propria esperienza al servizio del club. I ruoli ricoperti — da team manager a responsabile del settore giovanile — testimoniano una transizione da protagonista in campo a figura istituzionale e formatrice per le nuove generazioni.

Il mondo del calcio e la comunità di Catania perdono così una figura definita più volte come bandiera, per una carriera che ha attraversato dalla Serie C alla Serie A e per un impegno successivo volto a restituire opportunità ai giovani. Il suo percorso è descritto come quello di un uomo che ha giocato e lavorato per passione, mantenendo fino all'ultima fase della sua vita una forte connessione con la sua terra.

La notizia della scomparsa è stata accolta con dolore e cordoglio da tifosi e addetti ai lavori; la storia di Russo resta parte integrante della memoria sportiva del Catania e del calcio siciliano.

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