Avola: arrestato per estorsione, 400.000 euro sottratti al vicino in oltre dieci anni
La Polizia di Stato di Avola ha arrestato in flagranza un uomo accusato di aver estorto circa 400.000 euro al vicino con minacce, finti legami mafiosi e una pistola. L'operazione è scattata dopo un servizio di osservazione nell'ottobre 2025.
La Polizia di Stato del Commissariato di Avola ha arrestato in flagranza un uomo ritenuto responsabile di ripetute estorsioni ai danni del vicino di casa: secondo il comunicato della Questura di Siracusa, l'indagato avrebbe ottenuto circa 400.000 euro nell'arco di oltre dieci anni. L'arresto è avvenuto a seguito di un servizio di osservazione e pedinamento eseguito nell'ottobre 2025, quando gli agenti hanno documentato l'ennesimo scambio di denaro.
Secondo la ricostruzione investigativa, il cinquantenne di Avola si sarebbe proposto come mediatore e «protettore» della vittima, millantando rapporti con esponenti della criminalità organizzata e sostenendo di avere a disposizione un'arma. Attraverso minacce di morte, chiamate anonime e biglietti manoscritti intimidatori, l'indagato avrebbe costretto la vittima a vendere immobili e a cedere denaro fino a provocarne il dissesto patrimoniale.
Indagini e prove
Il commissariato di Avola ha condotto la fase investigativa che ha portato all'arresto: un servizio di osservazione ha documentato gli incontri e gli scambi di denaro fra le parti. Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati sequestrati numerosi assegni intestati alla persona fermata e una pistola priva del tappo rosso, elementi ritenuti rilevanti dagli inquirenti ai fini dell'accusa di estorsione.
La vittima, che ha subìto le vessazioni per molti anni, si è decisa infine a rivolgersi alla Polizia di Stato: la denuncia ha consentito agli investigatori di ricostruire le pressioni subite e di mettere insieme gli elementi probatori necessari per procedere. La Questura ha ribadito il messaggio istituzionale di fiducia al cittadino che denuncia, sintetizzato nel claim #essercisempre.
Reazioni e iter giudiziario
Sui social sono emerse testimonianze di solidarietà verso la vittima e apprezzamento per l'operato delle forze dell'ordine: molti utenti hanno sottolineato come la denuncia sia un atto di coraggio e hanno auspicato che la persona non venga lasciata sola. Altri commenti hanno evidenziato la complessità e i motivi per cui una vittima possa temporeggiare prima di denunciare.
Si ricorda che la posizione dell'indagato sarà valutata dall'Autorità Giudiziaria e che vige il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Chiunque sia vittima di estorsione o truffa può contattare le forze dell'ordine per denunciare gli episodi e ottenere tutela.