Catania: assolti i due imputati per la presunta violenza sotto gli Archi della Marina
Il gup ha assolto con la formula «perché il fatto non sussiste» due uomini accusati di stupro la vigilia di Natale: la decisione solleva dubbi sulle valutazioni della prova e sulla credibilità della parte offesa.
Ieri il gup di Catania ha disposto la doppia assoluzione di due imputati accusati di violenza sessuale commessa la vigilia di Natale, due anni fa, sotto gli Archi della Marina. La sentenza, emessa con la formula «perché il fatto non sussiste», ha riguardato un uomo di origine siracusana e un cittadino egiziano, arrestati all’epoca dopo la denuncia di una donna dominicana.
Il processo, celebrato con il rito abbreviato, si è aperto il 14 ottobre scorso; la richiesta di condanna avanzata dal pubblico ministero era di sei anni di reclusione per ciascuno degli imputati. Al termine dell’udienza il gup ha però accolto la ricostruzione difensiva ritenendo non provata la responsabilità penale: a guidare la decisione è stata, secondo le difese, la valutazione sulla credibilità della persona offesa e l’ipotesi che i rapporti siano stati consensienti.
L’avvocato Emilio Scrudato, legale del siracusano, ha dichiarato a La Sicilia che il giudice «ha accolto la tesi difensiva secondo cui la persona offesa non era credibile e i rapporti erano consenzienti». L’altro imputato è stato assistito dall’avvocato Salvatore Vitale. La procura, durante l’udienza del 27 dicembre, aveva invece sostenuto l’ipotesi di reato a fronte delle risultanze investigative e delle dichiarazioni della parte offesa.
Nel corso dell’incidente probatorio, la donna ha ribadito la versione originaria: ha raccontato di essere stata violentata prima dal siracusano e poi dall’egiziano, all’interno del giaciglio che l’uomo avrebbe creato sotto gli Archi della Marina. Il siracusano, che all’epoca dei fatti viveva per strada, si è sottoposto a un lungo interrogatorio per esporre la propria versione e contestare le affermazioni della parte offesa.
Il caso aveva suscitato forti reazioni politiche e sindacali in città, inserendosi in un clima già teso per i fatti avvenuti mesi prima alla villa Bellini, dove una tredicenne era stata vittima di abusi commessi da un branco di ragazzini, anche minorenni. Quelle vicende avevano sollevato un ampio dibattito pubblico sulla sicurezza e sulla gestione dell’ordine urbano a Catania.
Tra gli elementi processuali che resteranno al centro dell’attenzione quando saranno depositate le motivazioni del gup c’è la valutazione delle dichiarazioni della persona offesa e degli accertamenti investigativi che, secondo l’accusa, giustificavano la richiesta di condanna. La lettura delle motivazioni sarà cruciale per comprendere su quali passaggi probatori il giudice abbia fondato l’assoluzione.
Il giudice ha inoltre disposto l’immediata scarcerazione dell’uomo originario di Augusta, che era sottoposto a misure cautelari da oltre un anno e mezzo — prima in carcere e poi ai domiciliari — e che, dopo la decisione, è tornato ad Augusta.