Ciclone Harry: a Catania riaffiorano bombe e mine, bonifica in corso

Il maltempo ha riportato in superficie ordigni nei fondali di Ognina; Sdai, Guardia Costiera e Marina Militare hanno neutralizzato diversi residuati.

A cura di Redazione
20 febbraio 2026 12:54
Ciclone Harry: a Catania riaffiorano bombe e mine, bonifica in corso -
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Il passaggio del ciclone Harry ha portato alla luce numerosi residuati bellici nei fondali al largo di Catania, costringendo le autorità a un intervento di bonifica e messa in sicurezza. Il fenomeno è stato attribuito al moto ondoso considerevole, definito come il più violento degli ultimi sessant’anni, che ha smosso il medio fondale e ha fatto riaffiorare ordigni rimasti sommersi per decenni.

Interventi e ritrovamenti

Nei giorni scorsi il gruppo operativo subacquei del nucleo Sdai di Augusta e la Guardia Costiera etnea sono intervenuti sull'area dopo le segnalazioni dei subacquei. Le operazioni hanno portato al recupero e alla neutralizzazione di sei proiettili di medio calibro, due mine antiuomo, una bomba da mortaio e una bomba d'aereo da 500 libbre.

La bomba da 500 libbre è stata individuata nel golfo di Ognina da un giornalista durante un’immersione in apnea pochi giorni dopo l’ondata di maltempo. Le coordinate GPS sono state trasmesse con riservatezza alla Capitaneria di porto per consentire un intervento mirato.

Successivamente è intervenuta anche la Marina Militare Italiana, che ha rinvenuto ulteriore materiale esplosivo disperso in un raggio di circa venti metri. Al termine delle operazioni è stato comunicato che la bonifica proseguirà nei prossimi giorni su richiesta della Prefettura competente, a fronte della presenza di altri ordigni nell’area.

Perché tanti residuati vicino ai porti

Secondo gli accertamenti citati dagli operatori locali, la concentrazione di residuati bellici nei pressi dei porti catanesi non sarebbe casuale. In passato alcune imbarcazioni da pesca a strascico rientravano con ordigni impigliati nelle reti: per ridurre il rischio durante le uscite successive, gli ordigni venivano spesso rigettati in mare in punti considerati meno frequentati dalle reti, creando così depositi sommersi nei pressi dei fondali portuali.

Questo retaggio storico, combinato con la forza erosiva del ciclone, ha determinato la risalita in superficie di congegni che erano rimasti sommersi per decenni, ponendo oggi rischi evidenti per la sicurezza pubblica e per la navigazione.

Le autorità hanno invitato alla massima prudenza: le segnalazioni dei cittadini e dei subacquei sono risultate decisive per individuare gli ordigni e attivare la catena di intervento che ha coinvolto Capitaneria, Sdai, Guardia Costiera e Marina Militare. La Prefettura ha annunciato il proseguimento delle attività di bonifica fino alla completa messa in sicurezza dell’area interessata.

Per le attività in mare e lungo la costa restano in vigore avvisi e restrizioni temporanee; gli operatori e la popolazione locale sono chiamati a evitare di toccare o tentare di rimuovere qualsiasi oggetto sospetto e a segnalare immediatamente le coordinate alle autorità competenti.

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