Corruzione al Cervello di Palermo: misure cautelari per titolari di pompe funebri

La squadra mobile esegue l'ordinanza del gip: quattro titolari obbligati a presentarsi in polizia; tre dipendenti della camera mortuaria già arrestati.

A cura di Redazione
23 febbraio 2026 13:58
Corruzione al Cervello di Palermo: misure cautelari per titolari di pompe funebri -
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La sezione anticorruzione della squadra mobile di Palermo, su delega della procura, ha eseguito un'ordinanza del gip con cui sono state adottate misure cautelari a carico di quattro titolari di imprese funebri locali. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di corruzione per l'esercizio della funzione e di atti contrari ai doveri d'ufficio connessi alla gestione delle salme presso l'ospedale Cervello di Palermo.

Nei giorni scorsi sono stati inoltre eseguiti arresti nei confronti di tre dipendenti della camera mortuaria dell'ospedale: Vincenzo Romano (67 anni), Onofrio Leonardo (61 anni) e Giuseppe Suriano (56 anni). I tre sono indagati per corruzione e per il reato di associazione a delinquere, secondo quanto ricostruito dagli investigatori.

Dettagli dell'indagine

Secondo l'ipotesi accusatoria, i titolari delle imprese funebri avrebbero corrisposto somme di denaro ai dipendenti della camera mortuaria per la gestione delle salme e per ottenere vantaggi amministrativi nelle pratiche di dimissione. In un caso specifico, gli inquirenti riferiscono di una tangente versata a un impiegato per accelerare le pratiche attraverso l'esecuzione dell'elettrocardiogramma necessario al rilascio delle salme.

L'operazione è stata svolta dalla sezione anticorruzione su deleghe della procura di Palermo e con l'ordinanza del gip sono state disposte misure consistenti nell'obbligo di presentazione negli uffici della polizia giudiziaria per i quattro titolari delle imprese funebri, misura meno afflittiva rispetto alla custodia cautelare ma significativa sul piano cautelare.

La vicenda solleva interrogativi sulle procedure interne alla camera mortuaria e sul controllo delle attività delle imprese funebri esterne. La procura e la squadra mobile hanno avviato accertamenti per chiarire ruoli, responsabilità e l'eventuale estensione della rete illecita; al momento gli atti sono in corso e le posizioni sono sottoposte a verifica.

I prossimi passi prevedono ulteriori atti istruttori, possibili confronti davanti al gip e l'eventuale richiesta di ulteriori misure cautelari se emergeranno nuovi elementi probatori. Le autorità giudiziarie hanno ribadito che si procede nel rispetto delle garanzie processuali e che le accuse riportate si riferiscono a ipotesi ancora tutte da accertare.

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