Ex Ospedale Santo Bambino convertito in Residenza Universitaria: cantiere da 7,67 mln entro fine anno
Dopo oltre un anno dall'aggiudicazione dell'appalto, l'Ersu è pronta a nominare la direzione dei lavori per la riconversione dell'ex ospedale Santo Bambino in residenza universitaria. Un intervento strategico per studenti e rigenerazione urbana.
L'iter per la trasformazione dell'ex ospedale Santo Bambino in residenza universitaria si è sbloccato: la direzione dei lavori dovrebbe essere affidata allo studio Stancanelli Russo Associati, passaggio che autorizzerebbe l'apertura del cantiere da 7.671.051,36 euro e la possibile partenza dei lavori entro la fine dell'anno.
La nomina non è ancora ufficiale: l'Ersu ha attivato un soccorso istruttorio per consentire al primo in graduatoria di regolarizzare la documentazione amministrativa. Lo studio è risultato primo sia per la valutazione tecnica che per quella economica, avendo presentato un ribasso del 98% sull'importo soggetto a riduzione (pari al 98% di 88.749,13 euro), cui vanno aggiunti 164.819,80 euro non soggetti a ribasso. Nel verbale della commissione si segnala che, nel Documento di Gara Unico Europeo, l'operatore ha dichiarato di non essere micro, piccola o media impresa: per legge (art. 106, comma 8) è quindi tenuto a integrare la garanzia provvisoria fino al raggiungimento del 2%.
Il progetto prende forma sul fondo di una lunga interlocuzione istituzionale: l'edificio, di proprietà dell'Azienda ospedaliera universitaria Policlinico "Gaspare Rodolico – San Marco", è stato concesso in comodato d'uso all'Ersu di Catania, passaggio ritenuto determinante per ottenere i finanziamenti nazionali. Già nel 2022 la giunta regionale guidata da Musumeci aveva spinto per la cessione al fine di favorire la riqualificazione: il pacchetto complessivo di risorse arriva a circa 9 milioni stanziati a livello centrale.
Il progetto e lo stato dell'edificio
L'intervento riguarda in particolare l'Ala Sud dell'ex presidio, composta da una struttura portante in cemento armato con cinque elevazioni, oltre a piano terra e piano interrato, per una superficie coperta lorda complessiva di 7.267 metri quadrati. La relazione di fattibilità redatta dal raggruppamento di professionisti evidenzia la necessità di ristrutturazione integrale, con opere di adeguamento sismico, rifacimento degli impianti, e riconfigurazione degli spazi interni per creare ambienti moderni, funzionali e conformi agli standard di sicurezza e sostenibilità.
La progettazione di primo livello è stata curata dal raggruppamento temporaneo di professionisti composto dagli ingegneri Carmelo Ridolfo, Rosario Mollica, Luca Chinnici e Cesare Beccaria. La fase di progettazione esecutiva è affidata alle società ingegneristiche siciliane Cascone Engineering (Catania) e Tecno20 Engineering (Messina). L'esecuzione dei lavori è stata assegnata alle imprese Euroinfrastrutture (Santa Venerina) e F.lli Mammana (Tusa), quest'ultima individuata come ditta esecutrice dal consorzio Aico.
L'appalto era stato aggiudicato definitivamente nel febbraio dello scorso anno per l'importo complessivo citato, ma per avviare i cantieri era necessaria l'attivazione della procedura di affidamento del servizio di direzione dei lavori: ruolo centrale nei contratti pubblici in quanto garante della corretta esecuzione in nome e nell'interesse della stazione appaltante. Nei mesi successivi all'aggiudicazione l'Ersu ha quindi proceduto agli adempimenti necessari per completare questa fase.
Impatto su studenti e città
La riconversione risponde a una domanda pressante: ogni anno l'Ersu riceve circa 3.000 richieste di alloggio, riuscendo a soddisfarne appena 600. La carenza di posti letto spinge molti studenti a rivolgersi al mercato privato, con conseguente aumento della pressione sugli affitti in città. La posizione strategica dell'ex Santo Bambino, nei pressi di piazza Dante e a pochi passi dalle Facoltà di Scienze umanistiche e Giurisprudenza, rende la struttura particolarmente adatta a ospitare studenti fuori sede e a decongestionare parte della domanda.
Il progetto si inserisce inoltre in una più ampia strategia di rigenerazione urbana che punta al recupero degli edifici dismessi del centro storico di Catania: convertire presidi sanitari in poli residenziali o formativi è considerato un intervento che coniuga tutela del patrimonio edilizio, sostenibilità e sviluppo sociale.
Al momento la palla è ancora nell'erba burocratica: una volta colmata la lacuna sulla garanzia provvisoria e formalizzato l'affidamento della direzione lavori, potranno partire le attività in cantiere secondo il cronoprogramma delineato dall'Ersu. Per gli studenti e per la città sarà un passo concreto verso una maggiore offerta abitativa e un esempio di come la riqualificazione possa essere tradotta in interventi reali sul territorio.