Il luogo palermitano dove le mummie che sfidano il tempo con occhi aperti

Cimitero dei Cappuccini a Palermo, catacombe dal 1599 con 1.284 corpi mummificati naturalmente: nobili, bambini e monaci in nicchie umide come memento mori eterno.

17 febbraio 2026 12:00
Il luogo palermitano dove le mummie che sfidano il tempo con occhi aperti - Foto: Untizioqualunque/Wikipedia
Foto: Untizioqualunque/Wikipedia
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Il cimitero dei Cappuccini di Palermo si trova presso l'omonimo convento, accanto alla chiesa di Santa Maria della Pace e alle celebri catacombe, in piazza Cappuccini. Di recente rilievo è la traslazione della salma di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: nel marzo 2024 il corpo del nobile e scrittore è stato spostato nella chiesa di San Domenico a Palermo, segnando un trasferimento che ha richiamato attenzione pubblica.

Le origini del cimitero risalgono alla metà del XIX secolo, quando le nuove norme sanitarie hanno reso illeggittime le sepolture all'interno delle chiese e delle catacombe cittadine. A seguito di tali disposizioni nacque l'area funeraria presso il convento dei Cappuccini, che ha raccolto nei decenni successivi numerose cappelle gentilizie e monumenti su progetto di architetti e scultori di rilievo.

Personalità sepolte

Tra le personalità qui ricordate figurano esponenti della vita politica, culturale e giudiziaria siciliana e nazionale:

  • Michele Amari (1803-1877), politico e patriota;

  • Francesco Crispi (1818-1901), patriota e presidente del Consiglio del Regno d'Italia: la sua salma fu trasferita nella Chiesa di San Domenico il 12 gennaio 1905;

  • Pietro Scaglione (1906-1971), magistrato;

  • Pio La Torre (1927-1982), sindacalista e politico;

  • Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), principe di Lampedusa e autore, la cui salma è stata traslata nel marzo 2024;

  • Alcune altre figure: Vincenzo Natoli (m.1770), Giovanni Maurigi (1823-1881), Calcedonio Inghilleri (1836-1926), Giovanni Orcel (1877-1920), Alexandra von Wolff-Stomersee (1894-1982), Lia Pasqualino Noto (1909-1998), Luigi Filippo Labiso (1864-1942) e Giovanni Alamia (1951-2000).

In alcuni casi la presenza delle tombe è accompagnata da spostamenti successivi o da traslazioni in altre chiese cittadine, a testimonianza del valore storico e simbolico delle salme.

Architettura, scultura e cappelle

Il cimitero conserva numerose opere d'arte funebre e cappelle commissionate a nomi noti dell'architettura e della scultura. Tra gli elementi più significativi si segnalano:

  • la Cappella Natoli (1770);

  • il Monumento Mandrascate (1905) dello scultore Luigi Filippo Labiso;

  • le cappelle funebri dei marchesi Arezzo di Celano e dei principi Notarbartolo di Castelreale, entrambe progettate dall'architetto Francesco Paolo Palazzotto (1905 e 1907);

  • le cappelle progettate da Salvatore Caronia Roberti (Cappella Ruvolo 1931, Pottino 1933, Virga Pottino 1947);

  • la Cappella Alliata di Pietratagliata (1952) dell'architetto Antonio Zanca;

  • il monumento Magliocco, opera dello scultore Antonio Ugo;

  • la Cappella Ugo delle Favare, poi marchesi Salvo di Pietraganzili, realizzata interamente in marmo di Carrara e una delle più grandi del complesso.

Questi interventi riflettono la compresenza di tradizione e rinnovamento nelle pratiche funerarie palermitane e l'intervento di artisti locali nel definire l'aspetto monumentale del luogo.

Il cimitero dei Cappuccini rimane un punto di riferimento storico e artistico della città: oltre alla funzione di luogo di sepoltura, la sua consistenza monumentale e le storie personali qui custodite contribuiscono a leggere la memoria collettiva di Palermo tra XIX e XX secolo. La recente traslazione di salme illustri ha riportato l'attenzione sui criteri di tutela, sul valore simbolico delle sepolture e sulla gestione dei beni culturali funerari in ambito urbano.

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