Il monumento a Vincenzo Bellini, cuore bianco di piazza Stesicoro

In piazza Stesicoro a Catania il monumento a Vincenzo Bellini, firmato da Giulio Monteverde nel 1882, celebra il “Cigno catanese” tra musica, marmo e devozione.

04 febbraio 2026 21:00
Il monumento a Vincenzo Bellini, cuore bianco di piazza Stesicoro - Foto: Triquetra/Wikipedia
Foto: Triquetra/Wikipedia
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Una statua contesa, arrivata di notte

Alla fine dell’Ottocento Catania sente il bisogno di rendere omaggio in grande stile al suo figlio più illustre, Vincenzo Bellini, e il Comune commissiona allo scultore Giulio Monteverde un monumento che ne celebri il genio e la fama europea. La collocazione però scatena discussioni infinite: c’è chi lo vuole davanti al Teatro Massimo allora ancora in costruzione, chi addirittura propone di spostare l’Elefante da piazza Duomo per far posto al musicista. Alla fine si sceglie piazza Stesicoro, nel cuore della via Etnea, e la tradizione racconta che la statua venga posata nottetempo, tra il 20 e il 21 settembre 1882, per mettere a tacere definitivamente le polemiche.etnanatura

Marmo bianco, sette gradini e quattro opere

Il monumento è interamente in marmo bianco, alto circa quindici metri, impostato su una base quadrata che si alza per gradi come un piccolo tempio urbano. Dal basamento parallelepipedo partono sette gradini che salgono a tronco di piramide: un dettaglio caro ai catanesi, che li leggono come allegoria delle sette note musicali, unendo forma architettonica e mestiere del compositore. Al centro si innalza una colonna quadrata, sulla cui sommità Bellini è raffigurato seduto, in atteggiamento raccolto, lo sguardo rivolto verso il cielo e il corpo avvolto nel drappo della toga, quasi fosse un antico pensatore prestato al melodramma.lovingsicilia

Ai quattro lati della colonna, Monteverde dispone altrettante figure femminili sedute, allegorie delle opere più amate di Bellini: “Norma”, “I puritani”, “La sonnambula” e “Il pirata”. Ogni statua porta con sé un dettaglio riconoscibile – l’elmo, il velo, l’atteggiamento estatico – così che anche chi non conosce a fondo il repertorio possa intuire che l’intero complesso è una celebrazione di musica e teatro, non solo un semplice ritratto. Una bassa cancellata in ferro battuto circonda il gruppo scultoreo, più per proteggerlo dal traffico che per allontanare davvero la gente: i catanesi ci si appoggiano, lo usano come punto di ritrovo, lo attraversano con lo sguardo ogni volta che risalgono la via Etnea.citymapsicilia

Tra Sant’Agata, anfiteatro e vita quotidiana

La scelta di piazza Stesicoro, col tempo, si rivela perfetta: da un lato l’anfiteatro romano affiorato nel Novecento, dall’altro la statua di Bellini, con la via Etnea che taglia in due la piazza e ne fa un palcoscenico continuo. Nei giorni di festa per Sant’Agata, quando il fercolo passa proprio davanti al monumento, molti notano come la figura del compositore sembri volgere lo sguardo verso la patrona, quasi a renderle omaggio: un dettaglio che alimenta l’idea, raccontata nelle cronache locali, di un Bellini giovanissimo devoto alla Santa. Intorno, la piazza è un flusso costante di autobus, studenti, lavoratori, turisti che scattano foto senza magari sapere che la statua arrivò in città in 47 casse da Fiumicino e costò circa 45 mila lire dell’epoca, segno di quanto Catania fosse pronta a investire sul proprio “brand” culturale già nel 1882.fondoambiente

Restauri recenti e nuovo splendore

Negli ultimi anni il monumento è stato oggetto di importanti restauri che hanno ripulito il marmo annerito dallo smog, recuperato dettagli delle pieghe e dei volti e ripristinato la leggibilità dell’insieme. Alla fine dei lavori, conclusi a metà anni 2020, la statua è tornata a brillare di una luce quasi abbagliante, restituendo a piazza Stesicoro quel contrasto netto tra il bianco del Bellini e il nero della pietra lavica che caratterizza buona parte del barocco catanese. Oggi il monumento è uno dei punti fermi dei tour cittadini: tappa obbligata tra Duomo e corso Sicilia, ma anche sfondo familiare per chi a Catania ci vive e continua a chiamarlo, semplicemente, “u Bellini da chiazza”.facebook

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