Il museo palermitache custodisce la pietra nera egizia rubata al Nilo

Museo archeologico Antonino Salinas a Palermo: dal 1814 tesori fenici, greci, etruschi e la Pietra di Palermo, stele faraonica del 2500 a.C. tra metope di Selinunte.

06 febbraio 2026 18:00
Il museo palermitache custodisce la pietra nera egizia rubata al Nilo - Foto: HowRapid/Wikipedia
Foto: HowRapid/Wikipedia
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Nascita tra conventi e nobili collezionisti

Camminando per l'Olivella, tra via Roma e il Politeama, entri nell'ex convento dei Padri Filippini all'Olivella, dove dal 1814 un nucleo di statue greche e vasi campani donati da nobili palermitani come Giuseppe Emanuele Ventimiglia dà vita al museo universitario. I Borbone ci aggiungono metope arcaiche del Tempio C di Selinunte, scoperte nel 1823 da inglesi Samuel Angell e William Harris che tentavano di contrabbandarle al British Museum: provvidenzialmente bloccate, diventano orgoglio siciliano. Nel 1866, dopo la soppressione degli ordini religiosi, l'intero convento diventa sede nazionale, con cortili rinascimentali e cappella barocca che sussurrano preghiere tra sarcofagi fenici.diculther

Antonino Salinas, direttore dal 1873 al 1914, lo trasforma in colosso: scavi a Mozia portano il Giovinetto di Kabon, Tindari croci d'oro bizantine, Selinunte altre metope. Salva statue dal terremoto di Messina 1908, compra collezioni etrusche da Chiusi, numi Gandolfo. Jole Bovio Marconi lo protegge dai bombardamenti alleati del '43, nascondendolo a San Martino delle Scale.regione

Metope vive e pietra che narra i faraoni

Nella sala delle metope, quelle di Selinunte del 560-550 a.C. rubano lo sguardo: Europa sul toro che cavalca onde, Perseo decapita Medusa con Atena, Eracle e Anfitrione in un tripudio policromo restaurato. Tracce di pittura originale ti fanno immaginare templi colorati, non bianchi come li dipingiamo oggi. L'Agorà coperta di vetro espone gronde leonine da Himera – 17 bocche feroci del Tempio della Vittoria del 480 a.C., una ancora colorata – e il gorgoneion gigante del Tempio C, occhi sbarrati che gelano il sangue.regione

Al centro, la Pietra di Palermo, frammento di diorite nera del V dinastia egizia (2500 a.C.), elenca faraoni predinastici come Seka e Tau, piene del Nilo, doni a Ra: unica fonte per l'Antico Regno, alta 43 cm, larga 30, probabilmente da Eliopoli. Accanto, ariete bronzeo lisippeo da Siracusa, Eracle che abbatte cerva da Pompei, stele puniche da Mozia con Tanit. Collezioni etrusche da Casuccini, la più ricca fuori Toscana: sarcofagi, urne, bronzi. Subacquei: anfore puniche, ancore romane.youtubewikipedia

Da Salinas a riapertura tra furti e bombe

Furto del 1871 porta via monete d'oro, ma Salinas recupera oreficerie; chiusure per guerre e restauri, riapre parziale 2016 come Polo regionale archeologico. Caffè concettuale, sale multimediali, chiostri con selciato antico visibile sotto vetro: non più magazzino, ma narrazione viva dalla preistoria al Medioevo. Palermitani ci portano figli per laboratori sulle metope, turisti si perdono tra fenici e bizantini. È Palermo stratificata: nobili che donano, re che requiscono, Salinas che scava sotto sole cocente.magnifico.beniculturali

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