Il palazzo di Palermo dimenticato dove re normanni nascondevano piaceri proibiti

Castello dell'Uscibene a Palermo, sollazzo ruggeriano del XII secolo: fontana cruciforme, iwàn arabo e giardini tra Altarello di Baida, UNESCO arabo-normanno.

14 febbraio 2026 21:00
Il palazzo di Palermo dimenticato dove re normanni nascondevano piaceri proibiti - Foto: Davide Mauro/Wikipedia
Foto: Davide Mauro/Wikipedia
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Sollazzo reale tra vigne e brezze estive

Esci dal caos della Circonvallazione, sali tra ulivi di Altarello di Baida, e spunta il Castello dell'Uscibene – o Scibene, palazzo del piacere normanno – come un sogno a metà tra Oriente e Occidente. Nato tra 1130 e 1154 per Ruggero II, fa parte dei "sollazzi regii" come Zisa e Cuba: residenze estive per sfuggire al caldo della Conca d'Oro, immerse in giardini rigogliosi con fontane gorgoglianti e frutteti. Immagina il re normanno, incoronato re nel 1130, che qui si riposa con cortigiani musulmani e dame bizantine: iwàn centrale con archi a ferro di cavallo, volta stellata muqarnas che filtra brezze, sala cruciforme al centro dove una fontana in porfido versava acqua fresca da bocche leonine.​

La cappella all'estremità, con volte a botte e tetto ligneo originario crollato, sussurra preghiere miste; Guglielmo II lo dona a Monreale nel 1177, Federico II conferma nel 1211. Secoli di proprietari privati – De Caro dal Settecento – lo riducono a rudere, frazionato tra eredi.ilcantooscuro.

Fontane che cantavano e giardini perduti

Al cuore, la sala della fontana simile a Zisa: pavimento maiolicato, pareti stuccate con stelle islamiche, piccole volte orientali che evocano paradisi fatimidi. Maestri arabi scolpiscono dettagli – leoni rampanti sul portale, iscrizioni benedicenti – mentre giardini circostanti, oggi invasi da case abusive, un tempo fiorivano di agrumi e gelsomini. Nel 1928 Francesco Saverio Cavallari restaura la cappella, Basile e Valenti intervengono nell'Ottocento; 2021, Regione stanzia 635 mila euro per Hera Restauri: consolidi, archeologia, giardini rinati. Sequestrata 2014 per degrado, passa al Salinas per fruizione pubblica.​

UNESCO 2015 la consacra arabo-normanna: non fortezza, ma luogo di delizie dove culture si fondevano tra vino e musica.

Tra abusivismo e rinascita attesa

Oggi privato e chiuso, ma dibattito 2018 spinge restauri: immagina picnic sotto iwàn restaurato, tramonti su Palermo dal tetto ligneo. Baida lo reclama, Palermo lo riscopre: un gioiello ferito da espansione anni '60, pronto a splendere come Zisa vicina. È la Sicilia normanna vera, tra vigne dimenticate e speranze di apertura.

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