Il Palio dei Normanni e le ombre del barocco: l'incredibile e curiosa rievocazione di Enna

Piazza Armerina esplode con il Palio dei Normanni, rievocazione di saraceni e liberazioni, tra tavolate di San Giuseppe e cortei federiciani. Tradizioni che legano Enna al suo cuore medievale.

20 febbraio 2026 18:00
Il Palio dei Normanni e le ombre del barocco: l'incredibile e curiosa rievocazione di Enna - Foto: rickisl/Wikipedia
Foto: rickisl/Wikipedia
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Piazza Armerina e la cavalcata normanna

Passeggiando per le viuzze di Piazza Armerina in agosto, l'aria si riempie di polvere, nitriti di cavalli e clangori di spade: è il Palio dei Normanni, una cavalcata che riporta indietro al 1087, quando Ruggero I liberò la Sicilia dai saraceni. Oltre 600 figuranti in abiti d'epoca – normanni con cotte di maglia, arabi con turbanti e scimitarre – sfilano per tre giorni, consegnando armi e chiavi della città prima della Quintana del Saraceno, una gara equestre divisa in quattro prove mozzafiato. Non è solo spettacolo: questa tradizione, radicata nel XIV secolo per onorare Maria SS. delle Vittorie, mescola fede e storia, con il fercolo d'argento della patrona che chiude i festeggiamenti il 15 agosto. Immaginate il fermento: bambini che corrono tra le gambe dei cavalieri, odore di pane e vino che sale dalle tavole imbandite, e quella sensazione che il passato non sia mai davvero finito.vivienna

Enna e la Settimana Federiciana

Quella stessa energia pulsa in tutta la provincia, dove le feste religiose diventano pretesto per rivivere epoche lontane. A Enna, la Settimana Federiciana di maggio trasforma Castrogiovanni – l'antico nome svevo – in un set medievale: Federico II arriva a cavallo con la corte, falconieri e arcieri, culminando nel Torneo degli Arcieri e Palio dei Quartieri. Le confraternite incappucciate, nate sotto gli spagnoli ma con radici al XIII secolo, sfilano con simboli arcani, un'eredità UNESCO che lega devozione a teatro popolare. È come se la rocca normanna rivivesse, con giochi e banchetti che mescolano il sacro al profano.scoprienna

Tavolate di San Giuseppe nell'ennese

Poi ci sono le tavolate di San Giuseppe, un rito povero ma generoso che a Leonforte e Valguarnera imbandisce "altari" pubblici e privati il 19 marzo. Pani artistici, fave, ricotta e cuccìa si offrono a chiunque bussi, in ringraziamento al santo falegname: famiglie che aprono casa agli sconosciuti, storie di voti esauditi sussurrate tra un morso e l'altro. A Pietraperzia, invece, l'U Signuri di li Fasci vede 500 portatori muovere un palo alto otto metri ornato da 200 fasce bianche, preceduti da incappucciati in un corteo ipnotico – un'eco di processioni arcaiche che sfida la gravità e il tempo.rubricasicilia

Nicosia, Aidone e il barocco sussurrato

A Nicosia, il Palio Nicosiano del 7 settembre rievoca la visita di Carlo V nel 1535, con corteo storico e sagra del buccellato, dolce a mandorle che profuma di spezie longobarde. Aidone, borgo barocco vicino a Morgantina, aggiunge portali settecenteschi sobri – influenzati dal Val di Noto ma più castigati – e chiese come San Domenico con cantonali normanni restaurati. Qui il barocco non grida, sussurra storie di dominazioni sovrapposte.sicilytourist

Un mosaico che tiene viva l'anima ennese

Queste tradizioni non sono reliquie museali: sono il battito della provincia, dove il Palio normanno si lega alle tavolate contadine e ai cortei federiciani, un mosaico che tiene viva l'anima ennese contro l'oblio moderno.charminly

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