Il vulcano che non brucia di Caltanissetta: ha terrorizzato viaggiatori, scienziati e contadini per secoli
La Maccaluba di Caltanissetta è un raro vulcano di fango attivo: esplosioni improvvise, miti antichi e un fenomeno unico in Sicilia.
Quando la terra di Caltanissetta cominciò a respirare
Nel territorio di Aragona, in provincia di Caltanissetta, esiste un luogo che da secoli sfugge a ogni definizione semplice. Non è un vulcano, non è una sorgente, non è una palude. La Maccaluba è un fenomeno naturale rarissimo, tanto spettacolare quanto inquietante, capace di trasformare un pendio collinare in un paesaggio che sembra vivo. Qui la terra ribolle, si gonfia, esplode e si ricompone senza fuoco, senza lava, ma con un’energia sotterranea che ha lasciato attoniti contadini, viaggiatori e studiosi fin dall’antichità.
Il nome stesso, “Maccaluba”, deriva dall’arabo maqlūbah, ovvero “rovesciata”, un termine che descrive perfettamente ciò che accade: il suolo viene continuamente sconvolto da emissioni di fango argilloso, acqua salmastra e gas, che affiorano in superficie creando piccoli coni, crateri effimeri e colate lente ma inarrestabili. Il terreno, ricco di argille, non permette ai gas di disperdersi facilmente, provocando improvvise eruzioni fangose che hanno spesso spaventato chi viveva nei dintorni. Non a caso, per secoli, la Maccaluba è stata considerata un luogo instabile, quasi “maledetto”, dove la natura sembrava ribellarsi all’uomo.
Un laboratorio naturale che ha incuriosito l’Europa
La Maccaluba di Aragona non è solo una curiosità locale, ma uno dei vulcani di fango più importanti d’Europa. Già tra Settecento e Ottocento attirò l’attenzione di naturalisti e geologi, affascinati da un fenomeno che metteva in discussione le conoscenze dell’epoca. A differenza dei vulcani tradizionali, qui non interviene il magma, ma un complesso sistema sotterraneo di gas metano e anidride carbonica, che risalgono in superficie trascinando con sé fango e sedimenti.
Nel corso del tempo, la Maccaluba ha mostrato un comportamento imprevedibile: lunghi periodi di apparente quiete seguiti da improvvise fasi di intensa attività. Alcuni eventi, come quelli documentati nel XX secolo, hanno provocato l’apertura di nuove bocche eruttive e il crollo di porzioni di terreno, rendendo necessario delimitare l’area per motivi di sicurezza. Proprio questa instabilità ha permesso agli studiosi di osservare in tempo reale l’evoluzione di un sistema geologico unico, trasformando il sito in un vero e proprio laboratorio naturale a cielo aperto nel cuore della Sicilia centrale.
Oggi l’area è tutelata come Riserva naturale integrale, ma il fascino rimane intatto: il silenzio, interrotto solo da gorgoglii e sfiati improvvisi, restituisce la sensazione di trovarsi su una terra che non ha mai smesso di muoversi.