La chiesa del porto dimenticata di Palermo che riscattò schiavi turchi e nasconde qualcosa di incredibile
Chiesa di Santa Maria la Nova a Palermo, dal 1339 tra Vucciria e Cala: portico gaginesco, pala Pietro d'Albino e cappelle con Crocifisso Mosca, confraternita cattivi.
Un ospedale per anime stanche dal mare
Pensa a Palermo nel Trecento, porto brulicante di marinai genovesi e aragonesi: qui, tra la Vucciria fumosa di pesce e la Cala salmastra di ancore, i De Cesario-Pagano erigono nel 1339 Santa Maria la Nova come piccolo ospedale per pellegrini esausti, malati sbarcati da navi cariche di sogni e febbri. Non un tempio grandioso, ma rifugio pratico, oratorio familiare che cura corpi e anime tra odore di catrame e preghiere. Nel 1534 arriva il momento della "nova" chiesa: maestri gagineschi – Antonio e Antonello Gagini – disegnano un portico a tre arcate polilobate, colonne monolite sottili che reggono volte a crociera eleganti, un rinascimentale sobrio che sfida terremoti e tempo. Giuseppe Spatafora e Giacalone finiscono navate nel 1582, Giorgio Di Faccio coro ottagonale nel 1568; il Seicento aggiunge stucchi, ma resta fedele al porto, con luce che filtra dal rosone e illumina pale di martiri.
Immagina confrati che bussano porta a porta per elemosine, riscattando schiavi cristiani dai turchi: la Deputazione dei Cattivi dal 1585 trova casa qui, tra marinai e mercanti che giurano voti per mari calmi.milocca.
Martiri, crocifissi e pale che narrano sangue
Entra nella navata centrale – tre navate senza transetto, proporzioni armoniose – e la tribuna ottagonale ti accoglie con la pala di Pietro d'Albino del 1623, Concezione tra serafini delicati scolpiti da Procopio Serpotta. Emiciclo destro: Cappella della Vergine con tavola antica restaurata, Crocifisso di legno di Mosca 1592-95 che trasuda dramma rinascimentale, Ritrovamento della Croce del fiammingo Estremola. A sinistra, Deposizione ignota del XVIII con figure piegate dal dolore, Martirio di Caterina di Fondulli 1584 che grida sofferenza. Prima campata, Angelo Custode del XVIII veglia innocenti; seconda, Santa Maria Nova con Madonna tra Santi Manno e Oliva, affreschi Immacolata con Evangelisti di Giancardo, monumenti funebri manieristi che sussurrano nomi nobili. Controfacciata sant'Alessio, protettore dei pellegrini che ancora oggi Palermo onora.
Soffitto ottantacinque pannelli di Antonello Palermo del 1511 – rimossi per rinnovamenti – raccontava cieli stellati; confraternita San Francesco partecipa Settimana Santa con Variceddi.wikipedia
Porto vivo tra mercati e processioni
Oggi parrocchia pulsante: messe tra odore di arancini dalla Vucciria vicina, processioni per Maria che invadono piazza San Giacomo La Marina – demolita nel 1860 per ampliare strade. Ospedale 1431 assorbito dal Civico, ma spirito resta: luogo di riscatto, tra schiavi liberati e anime salve. Non cattedrale ma cuore mercantile di Palermo, luce del porto che danza su stucchi, eco di navi che attraccano ancora. Visitala di pomeriggio, quando sole cala sul rosone e reliquie sembrano respirare.