La colonna solitaria sul mare che custodisce un amore dimenticato di Palermo

Colonnella di Romagnolo a Palermo, voluta nel 1790 dal senatore Corradino Romagnolo sul mare, celebrata da Giovanni Meli e restaurata nel 1993.

13 febbraio 2026 21:00
La colonna solitaria sul mare che custodisce un amore dimenticato di Palermo - Foto: Stendhal55/Wikipedia
Foto: Stendhal55/Wikipedia
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Una sentinella di pietra davanti alle onde

Se percorri via Messina Marine guardando distrattamente verso l’ospedale Buccheri La Ferla, rischi di non vederla: una piccola colonna isolata, quasi abbandonata, in faccia al mare all’altezza del civico 197. È la Colonnella di Romagnolo, voluta nel 1790 dal senatore Corradino Romagnolo proprio di fronte alla sua casa di villeggiatura, quando qui non c’erano traffico e corsia preferenziale, ma solo giardini di agrumi e lo scoglio chiamato “lu scogliu di la Mustazzola”, affioramento roccioso che i pescatori usavano come punto di riferimento.wikipedia

All’epoca il tratto di costa oggi soffocato da palazzoni era una sorta di riviera palermitana: ville sul mare, barche tirate a secco, famiglie nobili che scendevano a prendere il fresco al tramonto. La colonnella segnava un’appartenenza, quasi un “qui inizia il mio mondo” del senatore, ma anche un segno urbano, una piccola quinta scenica che rompeva la linea piatta tra strada e acqua.wikipedia

Il senatore, il poeta e il mare di Romagnolo

Corradino Romagnolo, nome che oggi dice poco ai più, era allora uno dei protagonisti della Palermo settecentesca: senatore, proprietario di una casa di villeggiatura che guardava quel mare basso e sassoso dove i bambini raccoglievano mitili e i pescatori stendevano le reti. La colonnella nasce anche come gesto estetico, un vezzo neoclassico che parla la lingua del tempo: un elemento verticale, semplice, che dialoga con la linea dell’orizzonte.wikipedia

A fissarla per sempre nella memoria palermitana ci pensa Giovanni Meli, il grande poeta dialettale, che la celebra in versi facendone quasi un personaggio: non solo pietra, ma spettatrice delle stagioni, dei giochi dei ragazzi, dei corteggiamenti furtivi al calare del sole. Attraverso Meli, la colonnella smette di essere un semplice arredo privato e diventa icona popolare, segno di un lungomare che allora profumava di salsedine e zagara.wikipedia

Dall’abbandono al restauro e alla memoria

Con il passare dei secoli, il mare arretra, l’urbanizzazione incalza, la casa di villeggiatura scompare sotto le trasformazioni del Novecento. La colonnella resta lì, sempre più isolata tra asfalto, smog e incuria, quasi un fossile di un paesaggio perduto. Nel 1993 l’Associazione “Salvare Palermo” decide di occuparsene: la pulisce, la consolida, la restituisce allo sguardo dei passanti, ricordando che anche i piccoli segni contano nella memoria di una città.wikipedia

Oggi molti palermitani ci passano davanti senza conoscerne la storia: una colonna apparentemente anonima, che invece racconta il tempo in cui Romagnolo era luogo di villeggiatura e poesia, non solo di traffico e ospedali. Fermarsi un attimo, guardarla con il mare alle spalle, significa riallacciare il filo con quel Settecento colto e sentimentale che aveva bisogno di una colonnella per dire al mondo “qui c’è bellezza”.wikipedia

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