Le scalinate barocche di Modica: dove il cioccolato incontra il cielo ibleo

Modica, nel cuore del Val di Noto UNESCO, scala il barocco con 250 gradini verso San Giorgio, cioccolato azteco e 'A Vasa Vasa. Storie di resilienza post-terremoto e sapori antichi.

18 febbraio 2026 18:00
Le scalinate barocche di Modica: dove il cioccolato incontra il cielo ibleo - Foto: Maurizio Moro5153/Wikipedia
Foto: Maurizio Moro5153/Wikipedia
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La salita che unisce basso e alto

Pensa a Modica come a una città sdraiata su due livelli, tagliata dal terremoto del 1693 ma rinata più fiera: la scalinata di San Giorgio, 250 gradini larghi e maestosi, sale dalla città bassa verso la Chiesa Madre, un tripudio barocco con facciata a torre e capitelli corinzi che sembrano sfidare la gravità. Ogni gradino è un capitolo di storia – nobili che ansimavano su per processioni, contadini con ceste di fichi d'India, e oggi turisti che si fermano a metà per un sorso di granita. Questa non è solo architettura: è il modo in cui Modica ha ricucito le ferite, trasformando la rovina in un abbraccio tra terra e cielo, con la cupola che veglia sui tetti come un guardiano paziente.ragusais

Non è un caso che Rosario Gagliardi, l'architetto che ha ridisegnato il Val di Noto, abbia scelto proprio questa pendenza per simboleggiare la risalita della comunità, un po' come le radici del carrubo che fendono la roccia secca.summertravel

Il cioccolato nato dal freddo

Mentre sali, l'aria si riempie di un aroma tostato che ti avvolge come una carezza: è il cioccolato di Modica, non fuso ma lavorato a freddo dagli aztechi via spagnoli nel XVI secolo, con fave di cacao macinate su pietra lavica e zucchero grezzo che resta in grani croccanti. Nelle botteghe artigiane lungo la via, famiglie tramandano ricette segrete da generazioni – peperoncino piccante, arance candite o cannella – e ogni morso sa di storia coloniale, di piantagioni messicane arrivate con i frati. Qui il barocco non è solo pietra: è sapore, un lusso quotidiano che ha reso Modica "città del cioccolato", con sagre dove il profumo compete con quello dei fiori di zagara.italyyoudontexpect

È come se ogni tavoletta custodisse l'anima resiliente del sud-est siciliano, dove il dolce mitiga l'amaro del sisma.inviaggio.touringclub

'A Vasa Vasa e abbracci sacri

Arrivati in cima, la Pasqua ti accoglie con 'A Vasa Vasa, quel momento commovente dove la Madonna Vasa Vasa – "la che bacia" – incontra il Cristo Risorto in un abbraccio di legno scolpito, tra lacrime di folla e bande che suonano marcette. Questa tradizione, nata dal dolore post-terremoto, unisce la città bassa e alta in un corteo che scende e risale la scalinata, con confraternite in abiti antichi e fuochi che illuminano la notte. Non è solo fede: è Modica che si riconosce specchiata nel dolore e nella gioia, eco di rituali che legano barocco a riti pagani preesistenti, come quelli nella rupestre San Nicolò Inferiore, scavata nella roccia con affreschi bizantini.visitvigata

Nella provincia, Scicli ripete l'emozione con 'U Gioia, mentre Ispica processiona il Cristo alla Colonna.visitvigata

Radici rupestri e Nobel letterario

Sotto la patina barocca, Modica affonda in grotte come Cava Ispica o San Nicolò, chiese altomedievali con icone bizantine che narrano il passaggio dal greco al latino, rifugi per eremiti e tesori dimenticati. E poi c'è la casa di Salvatore Quasimodo, Nobel 1959, con mobili originali dove il poeta scrisse odi alla Sicilia arida – un ponte tra pietra e parole che rende Modica non solo bella, ma viva di anime.beborghi

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