Messina, campagna elettorale infuocata: scontro tra Lo Giudice e il senatore Germanà

Dopo le dimissioni di Federico Basile la contesa politica a Messina si accende: accuse incrociate tra Sud chiama Nord e la Lega, mentre il centrodestra avanza con Marcello Scurria e il centrosinistra mantiene opzioni aperte.

A cura di RedazioneP
17 febbraio 2026 12:24
Messina, campagna elettorale infuocata: scontro tra Lo Giudice e il senatore Germanà -
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A Messina la campagna elettorale si è trasformata in un campo politico ad alta tensione dopo le dimissioni del sindaco Federico Basile. Tra strategie e accuse pubbliche, ogni mossa viene osservata dagli osservatori politici e dai candidati in bilico, con la partita delle candidature che si va rapidamente delineando.

Scontro politico tra Sud chiama Nord e Lega

Il confronto più acceso è quello tra Danilo Lo Giudice (presidente di Sud chiama Nord) e il senatore della Lega Nino Germanà, che si scambiano accuse pubbliche e ricostruzioni opposte dell'ultima tornata elettorale. Lo Giudice attacca duramente: "Mi hanno segnalato una delirante dichiarazione del 'sempreverde' Germanà, nella quale ha sentenziato di tutto e di più contro Cateno De Luca e il nostro movimento. La colpa è di Cateno: come al solito ha fatto beneficenza politica resuscitando Germanà alle scorse amministrative". In questa frase emergono la critica alla strategia di alleanze e la contestazione della responsabilità politica di De Luca.

Germanà non arretra e ribatte che il centrodestra è compatto: "Cateno De Luca con le sue falsità è game over. Chi sceglie di correre da solo lo faccia pure, noi lavoriamo per costruire una proposta seria, credibile e forte per la città e per il territorio. Uniti si vince". Il senatore ricostruisce inoltre il divorzio con De Luca, ricordando l'alleanza del 2022 e accusando De Luca di aver tradito la coalizione poco dopo le elezioni per seguire una corsa personale alle Regionali.

La polemica prosegue sul terreno dei numeri e delle responsabilità. Lo Giudice replica sostenendo che "i dati sono netti": secondo il presidente di ScN, Basile avrebbe vinto comunque alle amministrative, ottenendo il premio di maggioranza anche senza la lista di Germanà. Lo Giudice rivendica inoltre che oltre un terzo dei voti della lista in questione sarebbero riconducibili ai candidati indicati da Cateno De Luca, denunciando un tentativo di riscrivere meriti e responsabilità.

Giochi per le candidature: centrodestra in assetto

Sullo sfondo dello scontro, i giochi per le candidature procedono senza sorprese clamorose. L'ex rettore Pietro Navarra è stato ipotizzato come possibile nome ma si è ritirato rapidamente, spalancando la strada a Marcello Scurria come favorito del centrodestra. La sua designazione ufficiale potrebbe arrivare nelle prossime ore, favorita dall'endorsement di Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, che avrebbe superato le iniziali perplessità della Lega messinese sul candidato civico.

Sul fronte del centrosinistra la situazione resta più fluida: Vincenzo La Cava (Controcorrente) mantiene riserbo - "Lista quasi pronta, ma decideremo solo a tempo debito" - mentre le forze progressiste guardano a un nome di riferimento, indicato come Russo, senza che sia ancora ufficiale se si tratti della consigliera comunale Antonella Russo o del collega Alessandro Russo.

La contesa in corso mette in evidenza una città in cui coalizioni, personalismi e strategie si intrecciano subito dopo l'uscita di scena del sindaco. Nei prossimi giorni è atteso l'ulteriore definimento delle candidature e delle alleanze: la partita elettorale a Messina resta aperta e sotto stretta osservazione dei protagonisti e degli analisti politici.

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