Messina: GdF sequestra 1,85 mln per maxi-frode sul Superbonus a Patti

Sequestri e denunce per cinque persone e una società: crediti Sismabonus/Ecobonus per 1,854 mln ottenuti con false asseverazioni.

A cura di Redazione
26 febbraio 2026 14:32
Messina: GdF sequestra 1,85 mln per maxi-frode sul Superbonus a Patti -
Condividi

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina ha eseguito un sequestro preventivo per equivalente di 1.854.002,19 euro nell'ambito di un'indagine su una maxi-frode collegata al Superbonus su un complesso condominiale del Comune di Patti. Sono stati denunciati cinque soggetti e una società di capitali per i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio.

La Tenenza di Patti, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti, ha svolto le investigazioni che hanno portato il GIP del Tribunale di Patti a disporre il provvedimento di sequestro preventivo, diretto e per equivalente, su richiesta dell'Autorità giudiziaria. Si ribadisce il principio della non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

Meccanismo della frode

Le somme contestate derivano da crediti di imposta non spettanti maturati mediante false attestazioni relative a interventi di riduzione del rischio sismico (Sismabonus) e di efficientamento energetico (Ecobonus). I finanzieri hanno ricostruito che i lavori sul complesso condominiale sono stati eseguiti solo in parte o non sono mai stati realizzati, e che molti importi risultano sovrafatturati o non corrispondenti al vero.

Tra gli indagati figurano quattro professionisti — due ingegneri, un architetto e un dottore commercialista — e una società che avrebbe curato l'esecuzione degli interventi. I tecnici sono accusati di aver rilasciato false asseverazioni e attestazioni, mentre l'impresa esecutrice avrebbe prodotto documentazione fiscale irregolare.

Monetizzazione e flussi finanziari

I crediti d'imposta indebitamente maturati sono stati ceduti dai proprietari degli appartamenti tramite la cessione del credito e lo sconto in fattura applicato dalla compagine societaria coinvolta. Parte dei crediti è stata poi monetizzata con ulteriori cessioni a istituti di credito e a soggetti terzi, permettendo ai responsabili di incassare il corrispettivo tramite successive operazioni finanziarie.

L'attività della Guardia di Finanza si è avvalsa di molteplici strumenti investigativi: riscontri documentali e contabili, sopralluoghi con tecnici abilitati, analisi dei rapporti economici e finanziari tra i soggetti coinvolti e un approfondito controllo fiscale. Questi accertamenti hanno permesso di disvelare l'articolato sistema di frode, basato su documentazione tecnica, amministrativa e fiscale non veritiera.

Nel corso dell'esecuzione del provvedimento è stata raggiunta la somma complessiva oggetto del sequestro mediante il vincolo sulle disponibilità liquide presenti nei conti correnti degli indagati per un totale di 1.132.348,96 euro e l'apposizione di un vincolo su beni immobili (fabbricati e terreni) per 721.653,23 euro, pari a € 1.854.002,19.

L'operazione conferma l'impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi fiscali e alla circolazione di crediti d'imposta fittizi, con particolare attenzione alle pratiche di indebita compensazione e all'autoriciclaggio. Le indagini proseguono e la posizione degli indagati sarà valutata nei successivi gradi di giudizio.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia