Ponte sullo Stretto: approvato il decreto legge

Il Consiglio dei ministri approva il decreto sul Ponte: cosa prevede il provvedimento e cosa annuncia la pagina Ponte sullo Stretto di Messna

06 febbraio 2026 08:50
Ponte sullo Stretto: approvato il decreto legge - Credit foto Ponte sullo Stretto di Messina
Credit foto Ponte sullo Stretto di Messina
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Nelle ultime ore la pagina social Ponte sullo Stretto di Messina ha rilanciato una notizia che ha subito attirato l’attenzione di cittadini, addetti ai lavori e osservatori politici. Un tema che ciclicamente torna al centro del confronto pubblico e che, questa volta, sembra accompagnato da segnali di concretezza. Il progetto del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria continua infatti a rappresentare una delle opere infrastrutturali più discusse del Paese, capace di dividere opinione pubblica e territori coinvolti.

Tra istituzioni e aspettative

Secondo quanto riportato nel post, il passaggio istituzionale coinvolge direttamente il Consiglio dei ministri, chiamato a intervenire su un dossier complesso e stratificato. Negli ultimi mesi non sono mancati rilievi, osservazioni e richieste di chiarimento, soprattutto sul piano amministrativo e contabile. Proprio per questo, l’attenzione resta alta: ogni passo formale viene letto come un possibile spartiacque tra annunci e avvio reale delle attività sul territorio.

Cosa prevede davvero il decreto legge

Come si legge nel post di Ponte sullo Stretto di Messina, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina, introducendo disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni. Il provvedimento nasce per superare i rilievi formulati dalla Corte dei Conti, integrando la documentazione richiesta e fornendo risposte puntuali alle osservazioni dei magistrati contabili, con l’obiettivo di rafforzare la legittimità del progetto e consentire la ripresa della fase operativa.

La speranza dichiarata è che si possa presto aprire il cantiere, partendo dalle opere anticipate: piste e viabilità dedicate ai mezzi d’opera, logistica con campi base e aree di servizio, interventi su sottoservizi e bonifica da ordigni bellici, indagini archeologiche e geognostiche, monitoraggio ambientale ante operam e opere compensative richieste dai Comuni, come il rifacimento delle reti idriche e fognarie, la fibra ottica, la sistemazione idrogeologica, il ripristino della costa, la lotta all’abusivismo e la realizzazione di parchi. I lavori, affidati ad aziende leader mondiali italiane e giapponesi, avranno una durata stimata di sei anni.

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