Stretto di Messina: disservizi, accessibilità a rischio e gap salariale fino a 500 €
Uno studio del Pd denuncia percorsi accidentati per i passeggeri, guasti frequenti alle imbarcazioni e una disparità retributiva tra operatori pubblici e privati fino a 500 euro: Siracusano e Saia chiedono interventi urgenti.
Lo studio del Partito Democratico sullo Stretto di Messina fotografa criticità immediate: passeggeri costretti a percorsi accidentati per raggiungere gli imbarcaderi, navi soggette a guasti ripetuti e una differenza salariale tra lavoratori dei diversi operatori che può superare i 500 euro al mese. I responsabili regionali e provinciali del Pd, Domenico Siracusano e Roberto Saia, lanciano un appello per interventi urgenti a tutela di sicurezza, condizioni lavorative e continuità territoriale.
Operatori e servizi
Il servizio principale di continuità territoriale tra Sicilia e Calabria è gestito da una pluralità di soggetti: RFI per il trasporto dei treni e Blujet per il trasporto veloce dei passeggeri; il trasporto gommato è affidato a Bluferris e ai privati del gruppo Caronte & Tourist, mentre Liberty Lines mantiene la rotta commerciale passeggeri verso Reggio Calabria. Lo studio del Pd solleva dubbi soprattutto sulle condizioni offerte da Blujet e sulla coerenza dell'assetto contrattuale tra gli operatori.
I dem sottolineano che l'accesso agli imbarcaderi di Villa San Giovanni risulta complicato per anziani e persone con disabilità, costringendo molti a percorsi ad ostacoli. Parallelamente, le imbarcazioni mostrano malfunzionamenti e guasti dovuti all'usura, nonostante l'esistenza di piani di manutenzione ritenuti costosi.
Il capitolo più critico riguarda i lavoratori: lo studio evidenzia una vera e propria pratica di dumping salariale. Secondo Siracusano e Saia, il contratto dei marittimi applicato sullo Stretto comporta retribuzioni inferiori rispetto ai colleghi impiegati in Caronte & Tourist o Liberty Lines, dove vengono riconosciute indennità e incentivi. La differenza retributiva stimata può superare i 500 euro al mese.
I dem definiscono paradossale che chi lavora per un soggetto collegato al pubblico percepisca meno rispetto al privato, soprattutto se si considera che Blujet riceve trasferimenti annuali da RFI per quasi 15 milioni di euro. Sempre nello studio viene citato che Liberty Lines ha attivato indennità su un appalto di circa 38 milioni in 4 anni, sollevando domande sulla mancata equiparazione salariale da parte di Blujet.
A fronte di questa diagnosi, il Pd chiede interventi immediati sia a livello regionale sia nazionale. Siracusano annuncia che la deputazione del partito sarà chiamata a valutare provvedimenti «a tutela del salario e dei servizi essenziali», con l'obiettivo di correggere le disparità contrattuali e garantire la continuità territoriale in condizioni dignitose.
Lo studio segnala inoltre che la qualità percepita del servizio diminuisce proprio dove il servizio è più strategico: un elemento che, secondo i dem, rafforza la necessità di miglioramenti strutturali e organizzativi a beneficio sia dei passeggeri sia del personale. I prossimi passi annunciati riguarderanno verifiche normative e possibili proposte legislative per uniformare indennità e tutele tra i diversi operatori.
Restano da chiarire le tempistiche e le modalità degli interventi richiesti: la denuncia del Pd mette al centro sicurezza, equità salariale e la continuità del collegamento tra Sicilia e Calabria come priorità pubbliche da affrontare in tempi brevi.