Comune di Palermo avvia il progetto PoliEdrico per affrontare la marginalità estrema con un modello integrato di servizi.
Palermo lancia PoliEdrico, un progetto innovativo per combattere la marginalità. Un passo verso inclusione e dignità per tutti! 🌍✨📊
Palermo, un modello per l’inclusione: il progetto PoliEdrico e i dati ISTAT
Il Comune di Palermo ha annunciato un rafforzamento del proprio impegno per contrastare la grave marginalità adulta attraverso il progetto PoliEdrico. Questo modello innovativo si fonda sull’idea di porre al centro la persona e costruire attorno ad essa una rete integrata di servizi sociali, sanitari e territoriali. I dati ISTAT rilasciati a gennaio 2026 confermano l’allerta: il numero di persone senza dimora continua a rappresentare una realtà significativa nel capoluogo siciliano.
Secondo la recente rilevazione, nei 14 Comuni dell’area metropolitana sono state censite oltre 10.000 persone senza dimora. Palermo, posizionandosi in una fascia intermedia, ha registrato 182 individui durante la notte del 26 gennaio 2026, un dato che sottolinea l’urgenza di una risposta politica e sociale più strutturata.
L’assessore alle politiche sociali, Mimma Calabrò, ha affermato: “La marginalità estrema non è un fenomeno residuale, ma una realtà che richiede risposte strutturate e continuative.” Il Comune ha quindi deciso di abbandonare l’approccio emergenziale, intraprendendo un cammino verso un sistema in grado di supportare le persone nel raggiungimento di percorsi di autonomia.
Un sistema in evoluzione
I dati palermitani si arricchiscono di ulteriori significati se si considera che oltre metà delle persone senza dimora è ospitata in strutture di accoglienza. Tuttavia, una parte rilevante della popolazione continua a vivere in strada o in condizioni precarie. La capacità media delle strutture, sebbene alta, non regge il confronto con il forte aumento dei bisogni.
All’interno di questa cornice, il progetto PoliEdrico si propone di “superare la logica emergenziale”, favorendo percorsi di inclusione attraverso una rete coordinata di supporto. “Non ci limitiamo all’accoglienza, ma mettiamo in campo una presa in carico multidisciplinare,” ha aggiunto Calabrò, evidenziando l’importanza di affrontare le esigenze non solo dal punto di vista abitativo, ma anche per quanto riguarda salute, lavoro e dignità.
Innovazione e inclusione
Tra gli strumenti di maggiore rilievo figura il servizio di Housing First, sostenuto dal PNRR e dalla Quota Povertà Estrema del Fondo Povertà. Questo modello reversa l’approccio tradizionale, offrendo la casa come primo passo verso l’inclusione. Le persone senza dimora possono accedere immediatamente a soluzioni abitative, accompagnate da percorsi personalizzati di supporto sociale, sanitario e lavorativo.
In aggiunta, il Servizio di Posta e Residenza Virtuale, finanziato dal Fondo Povertà, si configura come un passaggio essenziale per restituire diritti e dignità ai senza dimora. “Garantire la residenza significa restituire diritti e cittadinanza,” ha ribadito l’assessore, sottolineando l’importanza di facilitare l’accesso a servizi fondamentali.
Un percorso condiviso
In questo contesto, il Comune di Palermo gioca un ruolo cruciale nel coordinare un ampio network che include servizi pubblici, enti del terzo settore e la comunità locale. “Non bastano interventi isolati,” ha avvertito Calabrò; è vitale sviluppare un sistema dove cittadini, istituzioni e organizzazioni collaborano in maniera sistematica.
A questo proposito, è stato recentemente approvato il progetto Integra-46, che si avvale del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+). Questo progetto intende potenziare il sistema locale di interventi attraverso una rete integrata di servizi, finalizzati a una pronta accoglienza e al sostegno abitativo.
Conclusione
Palermo si conferma così un laboratorio di politiche sociali innovative. Nonostante le sfide concrete, la città sta investendo in un modello integrato e comunitario che cerca di trasformare l’emergenza in progetto e l’assistenza in inclusione. Come ha concluso Calabrò, “Solo una comunità coesa e integrata può affrontare in modo efficace la marginalità estrema.” Grazie al progetto PoliEdrico, Palermo si sta muovendo verso una concezione nuova e dinamica della solidarietà sociale.