DIA sequestra beni per 150.000 euro a imprenditore agrigentino: scommesse clandestine e riciclaggio

Sequestrate quote societarie, immobili e conti: indagine coordinata dal Tribunale di Palermo con riscontri da più Procure.

A cura di Redazione
18 marzo 2026 14:53
DIA sequestra beni per 150.000 euro a imprenditore agrigentino: scommesse clandestine e riciclaggio -
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La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ha eseguito un sequestro patrimoniale del valore complessivo superiore a 150.000 euro nei confronti di un imprenditore di Agrigento ritenuto coinvolto in un sistema di scommesse clandestine e riciclaggio. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Palermo - Sezione Misure di Prevenzione, colpisce quote societarie, immobili e disponibilità liquide.

Indagine e riscontri

Secondo gli inquirenti, l'indagine — coordinata dal Direttore della DIA e supportata dalle risultanze investigative delle Procure di Catania, Reggio Calabria e Salerno — ha ricostruito un asse geografico che documenta la capillarità degli interessi economici collegati all'attività illecita. La misura cautelare patrimoniale si basa su accertamenti economico-finanziari che avrebbero evidenziato una netta sperequazione tra redditi dichiarati e tenore di vita dell'indagato.

Il Tribunale ha ritenuto che, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019, l'imprenditore abbia beneficiato, almeno in parte, di proventi derivanti dall'esercizio abusivo delle scommesse e dall'autoriciclaggio degli stessi, configurando i presupposti per l'applicazione delle norme del Codice Antimafia. A tradire l'imprenditore sarebbe stato il cosiddetto "salto" nei conti correnti, ovvero movimenti finanziari non giustificati dalle entrate ufficiali.

Beni interessati dal sequestro

Le attività cautelari hanno interessato diversi asset ritenuti frutto o veicolo dei capitali illeciti:

  • Quote societarie di un'azienda operante nei settori strategici dell'agricoltura e dell'energia;
  • Due appartamenti posti sotto sequestro e passibili di essere attribuiti allo Stato in sede di confisca;
  • Conti correnti congelati e somme in denaro contante sequestrate sia nella disponibilità dell'imprenditore sia di un suo congiunto, indicato come terzo interveniente nel procedimento.

Secondo gli investigatori, il meccanismo prevedeva il reinvestimento dei proventi delle scommesse in attività apparentemente "pulite", con l'obiettivo di inquinare settori economici legittimi e rendere più difficili le tracce del denaro illecito.

Procedura e stato dell'iter giudiziario

Il sequestro è stato disposto come misura preventiva a tutela dell'ordine e dell'economia legale e segue l'iter previsto dal Tribunale di Palermo in materia di misure di prevenzione patrimoniali. L'imprenditore è indicato come indagato; la misura patrimoniale non equivale a una condanna penale e potrà essere adottata o revocata nell'ambito dei successivi atti processuali.

Le attività di indagine proseguiranno per acclarare la catena dei flussi finanziari, l'eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti e la completa ricostruzione delle reti attraverso le quali i proventi delle scommesse venivano allocati nei settori dell'energia e dell'agricoltura.

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