Elicotteri Usa atterrano nelle Madonie, M5S parla di «fatto gravissimo»; Marina: voli di routine

Due MH-60S del NAS Sigonella atterrano in area A delle Madonie. M5S chiede spiegazioni alla Regione; la Marina Usa parla di addestramento.

A cura di Redazione
17 marzo 2026 05:53
Elicotteri Usa atterrano nelle Madonie, M5S parla di «fatto gravissimo»; Marina: voli di routine -
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Due elicotteri militari statunitensi sono atterrati nel parco naturale delle Madonie il 3 marzo 2026, un episodio definito «gravissimo» dal Movimento 5 Stelle all'ARS che chiede chiarimenti immediati al presidente della Regione. L'ufficio stampa della Marina Usa di NAS Sigonella ha invece qualificato l'evento come voli di addestramento di routine effettuati dagli MH-60S del Gruppo HCS-28 nello spazio aereo sull'Etna e nelle aree limitrofe fino alle Madonie.

Questo è il nucleo dei fatti: chi (elicotteri MH-60S del Gruppo Elicotteri HCS-28, Marina USA di stanza a Sigonella), cosa (atterraggio e operazioni aeree), quando (3 marzo 2026), dove (parco delle Madonie, spazio aereo sopra l'Etna e aree limitrofe) e perché (secondo la Marina, attività di addestramento per mantenere prontezza operativa). Sul punto però si aprono immediate tensioni politiche e ambientali.

Risposta della Marina Usa

L'ufficio stampa della Marina Usa alla NAS Sigonella ha spiegato che gli aeromobili MH-60S hanno "effettuato voli di addestramento di routine" e che le attività "si sono svolte nello spazio aereo designato" e sono state eseguite "nel pieno rispetto delle normative italiane". La nota sottolinea la finalità dell'addestramento: "preservare elevati standard di competenza e prontezza operativa tra piloti ed equipaggi, a sostegno della sicurezza regionale e delle missioni di soccorso".

In risposta formale, la Marina Usa afferma quindi conformità procedurale e motivazioni operative. La comunicazione non dettaglia invece le specifiche autorizzazioni locali concesse per l'atterraggio all'interno dell'area terrestre delle Madonie.

Reazioni politiche e ambientali

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all'ARS, Antonio De Luca, ha definito l'episodio "un fatto gravissimo" e ha chiesto che la Regione dia conto dell'accaduto. De Luca ha evidenziato il carattere sensibile del luogo: l'atterraggio sarebbe avvenuto in un'area classificata A, ovvero di massima tutela ambientale, e per questo motivo «non deve più ripetersi». Ha inoltre chiesto se il presidente Schifani fosse stato informato e ha osservato che il parlamento regionale non risulta essere stato messo al corrente, sollecitando una relazione urgente in aula.

Nella nota politica si fa anche riferimento — come contestualizzazione del timore espresso dal M5S — al fatto che, secondo il partito, l'intervento degli Stati Uniti a livello internazionale (citata un'offensiva contro l'Iran) rende l'atterraggio ancora più problematico se interpretato come esercizio di influenza o presenza militare sul territorio.

"L'atterraggio dei due elicotteri militari americani sulle Madonie è a nostro avviso un fatto gravissimo... Essere partner della Nato non vuol dire essere succubi degli americani" — Antonio De Luca, M5S all'ARS

Aspetti procedurali e possibili sviluppi

Dal punto di vista procedurale la Marina Usa insiste sulla regolarità dei voli e sulla loro estensione nello spazio aereo designato; dal fronte politico regionale si chiede invece maggiore trasparenza sulle autorizzazioni che avrebbero permesso l'atterraggio in un'area naturale protetta e sul coinvolgimento o meno delle istituzioni regionali.

Il caso potrebbe tradursi in una richiesta formale di audizione del presidente della Regione all'ARS e in verifiche amministrative sui permessi rilasciati. Il conflitto tra esigenze di addestramento militare e tutela ambientale rimane al centro del dibattito, così come la domanda politica sulla gestione delle relazioni con un partner militare straniero nel territorio siciliano.

Per ora i due versanti — la Marina Usa che parla di routine e il M5S che denuncia un "fatto gravissimo" — restano contrapposti: a breve si attendono chiarimenti ufficiali dalla Regione e possibili atti ispettivi da parte dell'ARS.

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