Inchiesta di Trieste: smantellata rete fraudolenta nella logistica, coinvolto anche Ragusa
La Guardia di Finanza individua 14 indagati, 120 lavoratori irregolari e sequestri per oltre 750 mila euro; l'indagine tocca anche il Ragusano.
La Procura di Trieste, con l'azione della Guardia di Finanza, ha smantellato un presunto sistema fraudolento per la gestione della manodopera nel settore della logistica, con ricadute che interessano province in tutta Italia, tra cui Ragusa. L'inchiesta porta a 14 persone indagate, al ritrovamento di 120 lavoratori irregolari, e al sequestro di somme per oltre 750.000 euro.
Dettagli dell'indagine
Secondo gli atti, gli investigatori avrebbero ricostruito una rete di società "serbatoio" formalmente intestate a prestanome e utilizzate per eludere la normativa fiscale e sul lavoro. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trieste, sono state eseguite principalmente dalla Guardia di Finanza che ha analizzato flussi contabili e rapporti contrattuali nel comparto della logistica.
Le verifiche hanno consentito di contestare l'emissione di fatture per oltre 5,4 milioni di euro, l'impiego sistematico di lavoratori in condizione irregolare e hanno determinato l'applicazione di due misure restrittive nei confronti di soggetti ritenuti cardine del sistema.
Il quadro accusatorio, allo stato degli atti, descrive un meccanismo volto a schermare redditi e posizioni lavorative tramite soggetti di comodo: elementi che hanno spinto la Procura a disporre il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per tutelare l'erario e i crediti previdenziali.
La presenza di almeno un indagato residente nel Ragusano è sottolineata dagli inquirenti come indice della portata nazionale dell'organizzazione, che avrebbe gestito rapporti e fatturazioni su più territori e coinvolto operatori distribuiti in diverse province.
Le procedure giudiziarie proseguono: gli indagati sono sotto inchiesta e le misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza sono accompagnate da accertamenti contabili e da verifiche sui rapporti di lavoro. La Procura di Trieste coordina le attività investigative in vista di eventuali udienze preliminari e richieste di rinvio a giudizio.
L'inchiesta solleva interrogativi sul ricorso a strutture societarie opache nella logistica e sui rischi per i diritti dei lavoratori e per le casse dello Stato. Le autorità competenti evidenziano la necessità di controlli più stringenti e di maggiore trasparenza nei contratti e nelle filiere del lavoro.
Ulteriori sviluppi potranno emergere con il proseguimento delle indagini e con gli eventuali atti processuali: al momento restano aperte le attività di verifica su tutti i soggetti coinvolti e sull'entità reale delle violazioni contestate.